Pubblicazioni in occasione del centesimo anniversario della fondazione del PCI

La nostra Associazione, in collaborazione con gli Editori Riuniti, ha deciso la realizzazione di una collana curata da Lelio La Porta e dedicata al centesimo anniversario della fondazione del PCI. Sono stati messi in cantiere i volumi di seguito indicati:

  1. P. Togliatti, Il Partito comunista italiano)
  2. Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, Essere comunisti. Il ruolo del Pci nella società italiana

In via di preparazione:

  • Un volume di saggi da “Critica marxista” sulla storia del Pci (per ora senza titolo e la cui pubblicazione è stata autorizzata da Tortorella)
  • Alcuni dei discorsi di Togliatti alla Costituente con Prefazione di Berlinguer e Introduzione di Natta.

E’ possibile acquistare i libri singolarmente al prezzo di copertina, rispettivamente Euro 10 (per Togliatti il PCI) ed euro19,50 (per Essere comunisti)

Nel caso di acquisto di entrambi i testi verrà praticato uno sconto del 15%  e pertanto l’ammontare complessivo sarà di euro 25 incluso spese spedizione.

I libri possono essere richiesti alla nostra associazione mail: 1futuraumanita@gmail.com   allegando copia del bonifico e specificando l’indirizzo a cui spedire i libri. La spedizione è gratuita.

Iban dell’Associazione: IT95Q0538705006000035185476


Il Partito comunista italiano è stato scritto da Palmiro Togliatti su richiesta della casa editrice «Nuova Accademia» che volle pubblicare una serie di saggi nella collana «Storia e funzione dei partiti politici in Italia» diretta da Raffaele Cantarella, pubblicato nel gennaio del 1958 e ripubblicato a più riprese dagli Editori Riuniti. Lo scritto si presenta con i caratteri di un’opera divulgativa, non necessariamente indirizzata a un pubblico di partito. Ma nonostante ciò o, forse, proprio per ciò ha un notevole impatto su chiunque ne affronti la lettura poiché fornisce un quadro efficacissimo della politica del Partito comunista italiano. Lo scritto di Togliatti avrebbe potuto avere come sottotitolo quello che il filosofo Nietzsche diede ad una delle sue opere (Così parlò Zarathustra): Un libro per tutti e per nessuno. Per tutti, ossia quelle migliaia di militanti che, diffondendo il giornale del Partito, organizzando le Feste dell’Unità, dando vita a discussioni molto più che animate nelle Sezioni, prestando servizio presso i seggi elettorali senza compenso alcuno, hanno fatto del Pci il più forte Partito comunista dell’Occidente. Per nessuno, ossia coloro che, avendo militato in questo Partito, hanno fatto tabula rasa di quell’esperienza e riescono anche a sostenere che comunisti non sono mai stati. Per tutti, questo libro vuole essere la certezza della memoria e di una storia che, nonostante le sue contraddizioni, ha segnato indelebilmente le loro vite e la storia d’Italia. Per nessuno, affinché ricordi cosa è stato e ricordi, in specie, che noi siamo le scelte che facciamo.
 
 

I testi proposti nella presente silloge vogliono essere, sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista storiografico, il tentativo di fissare i caratteri del progetto di trasformazione democratica della società italiana in direzione del socialismo da parte del Partito Comunista, attraverso alcuni significativi interventi dei suoi Segretari politici.

                        A. Gramsci, Cinque anni di vita del Partito (1926)

P. Togliatti, I compiti del partito nella situazione attuale (1944)

P. Togliatti, Rapporto al V Congresso (1946)

P. Togliatti, Rapporto all’VIII Congresso (1956)

L. Longo, Dal rapporto al XII Congresso (1969)

E. Berlinguer, Un partito comunista rinnovato e rafforzato per le esigenze nuove della società italiana (1970)

E. Berlinguer, Per un partito impegnato nella lotta e nel dibattito ideale e politico (1974)

           E. Berlinguer, Prospettiva di trasformazione e specificità comunista in Italia (1981)

E. Berlinguer, Relazione al XVI Congresso (1983)

E. Berlinguer, Orwell sbagliava, il computer apre nuove frontiere (1983)

…) punto di partenza centrale del patrimonio teorico e ideale di noi comunisti è questo: per migliorare l’uomo, per liberarlo effettivamente, perché egli possa affermare in modo pieno la sua dignità di persona, è necessario un processo generale di trasformazione della società e del potere, ossia un processo rivoluzionario che, avanzando anche gradualmente, non lasci più dietro di sé né sfruttati, né subalterni, né discriminati, né emarginati, né diseredati per principio o per destino (i “piccoli”, i “poveri”, i “deboli”). Enrico Berlinguer

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