La gioventù nella vita del Partito comunista
di
Enrico Berlinguer
[in Trenta anni di vita e lotte del P.C.I., Quaderno di Rinascita, n. 2, 1951/1952. Il Quaderno di Rinascita del 1951 fu il primo tentativo per avviare e rendere compiuto il discorso sulla storia del Partito che, all’epoca, era appannaggio quasi esclusivo di un gruppo di dirigenti. Si imponeva la necessità di formare i militanti anche a costo di sacrificare il giudizio storico. Era molto più decisivo sottolineare i principi e i valori che avevano guidato fino a quel momento la battaglia del Pci piuttosto che rievocare i fatti della storia del Pci. Il Quaderno, interamente curato da Togliatti, si divide in cinque parti che sono, di fatto, la prima periodizzazione della storia del Partito. Ogni parte si avvale di articoli di dirigenti comunisti e di intellettuali (alcuni fra loro: D’Onofrio, Platone, Grieco, Dozza, Scoccimarro, Ravera, Noce, Longo, Luporini, Berlinguer, con il contributo qui proposto, DiVittorio), di documenti ed è introdotta da corsivi scritti da Togliatti.]
Una storia dettagliata del contributo dato dai giovani al movimento operaio italiano, prima ancora che nascessero delle organizzazioni giovanili autonome e quando poi sorsero e si svilupparono dando vita alla Federazione giovanile socialista, trasformata nel 1921 in Federazione giovanile comunista, è ancora da scrivere. Si può però con certezza affermare che tale contributo è stato grande, e non è mancato in particolare nei momenti critici della storia del movimento operaio e della nazione italiana. È stato un contributo di eroismi, di devozione a concezioni superiori della vita, di passione rivoluzionaria, ma anche d’intelligenza, di idee nuove, di capacità di orientamento autonomo. È noto come una delle condizioni, e non tra le ultime, del successo arriso all’opera della corrente che fondò il Partito comunista italiano nel 1921, fu appunto l’appoggio quasi totale che il nuovo partito ricevette dai giovani della F.G.S. che nel loro Congresso di Firenze (29 gennaio 1921), cui partecipavano 200 delegati rappresentanti circa 55.000 soci, ratificarono, col 90 % circa di voti di maggioranza, la trasformazione della Federazione giovanile socialista in Federazione giovanile comunista e la sua adesione incondizionata al Partito comunista d’Italia e all’Internazionale comunista. Questo fatto dava già, di per sè stesso una posizione particolare ai giovani nel quadro del movimento comunista, tanto più se si aggiunge che gli stessi fondatori del partito, e i loro massimi dirigenti, come Gramsci, come Togliatti, che provenivano da una lunga lotta sostenuta all’interno del Partito socialista per l’affermazione di una politica veramente rivoluzionaria, erano essi stessi di età molto giovane. Continua a leggere “RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (2)”

