2 giugno 2020 – L’anticomunismo e il declino della Repubblica

1.La festa della Repubblica, segnata quest’anno dai lutti e dagli sconvolgimenti del Coronavirus, ci impone una riflessione di fondo poiché la pandemia, nella quale crisi sanitaria e crisi economico-sociale si intrecciano e si condizionano a vicenda, ha portato allo scoperto la natura del capitalismo dominante con effetti disastrosi e imprevedibili. Per l’Italia la prova è ancora durissima. In gioco è il futuro degli italiani, delle donne e degli uomini di questo Paese nella loro individualità, delle classi e dei diversi gruppi sociali, della stessa nazione come Repubblica democratica «una e indivisibile».
Come se ne esce? Con il ritorno alla “normalità” di un sistema che non è stato in grado di assicurare la salute e il lavoro, la tenuta complessiva dell’economia accrescendo a dismisura le disuguaglianze tra ricchezza e povertà? Con una “normalizzazione” autoritaria e repressiva? O aprendo la strada a un cambiamento radicale negli assetti economici e socio-politici, in presenza di una rivoluzione scientifica e tecnica che trasforma in continuazione il lavoro quindi anche la vita? Continua a leggere “2 giugno 2020 – L’anticomunismo e il declino della Repubblica”

La replica di Pablo Iglesias, leader di Unidos Podemos, a una deputata di Vox nella recente riunione del Parlamento spagnolo.

Oltre a criticare la destra per il suo comportamento contrario all’interesse collettivo del Paese, Iglesias rivendica il ruolo dei comunisti all’interno di Unidos Podemos e nella storia spagnola degli ultimi cento anni, sottolineando il loro contributo alla liberazione dal franchismo e al costituzionalismo sociale iberico, che assume come modello quello italiano del 1948

 

Viva il Primo Maggio!

di Paolo Ciofi

Mai come in quest’anno devastato dal Coronavirus è emersa la centralità del lavoro. Sia nella salvaguardia e nella riproduzione della nostra vita, sia nell’imprescindibile – e rispettoso – rapporto con la natura che ci circonda. A maggior ragione, perciò, non possiamo non rendere onore a tutte e a tutti coloro che lavorano, e che nell’emergenza debbono essere messi in condizioni di sicurezza, con la garanzia dell’occupazione e di retribuzioni adeguate.
I medici e il personale sanitario prima di tutto, ma anche i lavoratori delle campagne e delle città, i braccianti, gli operai e i tecnici nelle fabbriche, gli operatori della logistica e della distribuzione, gli impiegati negli uffici privati e pubblici, nelle scuole, in ogni luogo di lavoro, di studio e di ricerca. Come pure tutti coloro i quali lavorando nell’isolamento a distanza non mancano di cooperare a risollevare il Paese.
È una urgenza tanto più incalzante dal momento che la classe lavoratrice, tutte le persone che per vivere devono lavorare, sono state divise, rese precarie, private del lavoro stabile e di diritti fondamentali con l’effetto di indebolire il Paese. Esponendolo a una drammatica emergenza sanitaria che si accompagna a disuguaglianze insostenibili sul piano sociale e democratico. Continua a leggere “Viva il Primo Maggio!”

La IGS Italia ricorda l’83° anniversario della morte di Antonio Gramsci.

Gramsci

Care, cari,
a differenza di quanto siamo soliti fare ogni 27 aprile, quest’anno la IGS Italia non potrà essere fisicamente al Cimitero di Testaccio presso la tomba di Gramsci nell’anniversario della sua morte.
Abbiamo fatto questo breve video per ricordare comunque questa giornata e soprattutto “il nostro Gramsci”.
A presto, speriamo.

Guido Liguori