Lunedì 8 e martedì 9 giugno avrà luogo a Roma un convegno per ricordare Aldo Tortorella a cento anni dalla nascita: due giornate di dibattito e approfondimento su uno dei maggiori dirigenti del Pci del dopoguerra, da quando partecipò giovanissimo alla Resistenza alla guida del Pci milanese, dalla direzione de l’Unità alla responsabilità della cultura comunista, fino agli incarichi in Segreteria durante gli ultimi anni di Berlinguer e oltre. E fino alla lotta contro la svolta della Bolognina e gli anni successivi di riflessione teorico-politica con la rivista Critica Marxista e l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra (Ars). Un’occasione importante per riflettere sull’eredità di una figura centrale della sinistra e del comunismo italiani.
Presso la Libreria Spazio Sette, Via dei Barbieri 7, a Roma. Entrambi i giorni dalle 9.30 alle 18.00. Organizzato da: Ars, Critica Marxista, Fondazione Gramsci.
È un grande dolore dover dire addio al compagno Eugenio Donise. Comunista italiano al 100%, dirigente autorevole, colto, curioso. Ascoltare il suo eloquio preciso, sobrio, eppure sempre appassionato, era un piacere. Perdiamo un vero compagno e un autentico gentiluomo. Un abbraccio forte ai suoi familiari e ai compagni di una vita.
In occasione dell’80º anniversario della “svolta di Salerno” Futura Umanità organizza il 25 maggio p.v. a Napoli un convegno dal titolo “Togliatti, la ‘svolta di Salerno’ e le radici della Repubblica“.
Pubblichiamo il programma della manifestazione che si svolgerà sabato 25 maggio 2024, dalle ore 9:30 alle 18:00 presso il Salone “G. Federico” della Camera del Lavoro di Napoli della CGIL in via Toledo 353
SESSIONE MATTUTINA (ore 9:30-13:00)
Presiede Nino Ferraiuolo Saluto di Eugenio Donise Introduzione di Alexander Höbel
Relazione di Francesco Barbagallo: Togliatti da Mosca a Salerno
Interventi di Aldo Tortorella: La svolta vista dal Nord Lucia Valenzi: C’è Togliatti! Il compagno Ercoli a Napoli nei ricordi di Maurizio Valenzi Aldo Abenante: Napoli 1944-1947 Piero Di Siena: Riflessioni su Togliatti, Stalin e la svolta Adriano Giannola: Togliatti e l’unità della nazione
Dibattito
SESSIONE POMERIDIANA (ore 15:00-18:00)
Presiede Alexander Höbel
Corrado Morgia: Dalla politica di Salerno alla costruzione del partito nuovo Massimo Villone: Togliatti costituente Francesca Chiarotto: Il Gramsci di Togliatti, il Gramsci di tutti Gianluca Fiocco: La lotta per la pace e il dialogo col mondo cattolico Luciano Canfora: L’ultimo Togliatti Luciana Castellina: Berlinguer e la “seconda svolta di Salerno”
Il 24 marzo per i romani, ma non solo, è un giorno particolare legato alla memoria di uno dei momenti più drammatici della nostra lotta di Liberazione dal nazifascismo di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. 335 massacrati alle Fosse Ardeatine, «la strage simbolo della Resistenza italiana» (M. Avagliano, M. Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie delle 335 vittime dell’eccidio simbolo della Resistenza, Einaudi, Torino, 2024, p. XXV), come rappresaglia per l’azione di guerra compiuta il 23 marzo a via Rasella nel corso della quale morirono 32 militari nazisti (il trentatreesimo spirerà dopo il ricovero). Periscono anche due civili (Pietro Zuccheretti, 12 anni, e Antonio Chiaretti, 48 anni). Contrariamente a quanto sostenuto dall’attuale Presidente del Senato, i nazisti, non essendo “una banda musicale di semi pensionati e non nazisti delle SS”, non diedero vita ad un concerto all’aperto ma iniziarono a sparare in tutte le direzioni (i fori dei proiettili sono ancora oggi ben visibili sui muri delle abitazioni fra via Rasella e via del Boccaccio) uccidendo 5 persone fra le quali Erminio Rossetti, di 20 anni, milite portuario del reparto speciale Ettore Muti e autista del questore Pino Caruso, che si adopererà attivamente per stilare una lista da aggiungere a quella già redatta da Kappler con i nominativi di quanti saranno assassinati alle Ardeatine. Vengono rastrellate sul posto 250 persone e allineate davanti palazzo Barberini. Quello che avvenne dopo non viene ripercorso in questa sede. La bibliografia è sterminata anche se corre l’obbligo di rammentare almeno un titolo, ossia Alessandro Portelli, L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Donzelli, Roma, 1999. Va ricordato che lo stesso Kesselring, testimoniando il 16 novembre 1946 al processo contro i generali Von Mackensen e Maltzer, ammise che nessuna procedura fu attivata prima della rappresaglia per rivolgere un appello alla popolazione o agli attentatori e nessuna richiesta di consegnarsi fu presentata ai partigiani. La rappresaglia finalizzata all’eliminazione di massa faceva parte del sistema di occupazione nazista, partecipato dai fascisti della Rsi. Qui l’ormai anziano studente del “Liceo-Ginnasio Pilo Albertelli” vuole richiamare alla memoria il profilo di colui che fu una delle vittime del massacro e quello di un suo allievo di cui soprattutto i giovani sanno poco.