1946-2026. Il PCI, l’avvento della Repubblica, l’Assemblea costituente

Giovedì 8 e venerdì 9 maggio, a Castellazzo Bormida (via Baudolino 42, zona Micarella), la Fondazione Luigi Longo e l’Associazione per la storia e la memoria del PCI. Futura Umanità promuovono il convegno dal titolo “1946-2026. Il PCI, l’avvento della Repubblica, l’Assemblea Costituente“.

Programma dei lavori

Venerdì 8 maggio

Ore 17:00 – 19:30

Saluti istituzionali

· Guido Ratti, presidente Fondazione Luigi Longo
· Gianfranco Ferraris, sindaco di Castellazzo Bormida
· Giorgio Abonante, sindaco di Alessandria

I sessione: L’avvento della Repubblica e il ruolo del PCI

· Carlo Felice Casula (Università Roma Tre) – La nascita della Repubblica tra continuità e discontinuità dello Stato
· Pierluigi Totaro (Università di Napoli Federico II) – Referendum e Assemblea Costituente: il duplice voto del 2 giugno
· Michele Prospero (Università Sapienza di Roma) – Per un modello democratico-sociale: Togliatti e il PCI all’Assemblea Costituente
· Fiammetta Balestracci (consulente della Commissione europea) – Le costituenti comuniste e i primi passi dell’Unione Donne Italiane

Pausa buffet

Ore 21:00

Ricordando Aldo Tortorella e Carla Nespolo (a cura di Margherita Bassini, Alexander Höbel e Corrado Morgia)

Sabato 9 maggio

Ore 9:30 – 12:30

II Sessione: Il “partito nuovo”, Togliatti e Longo

· Sergio Gentili (Associazione Futura Umanità) – Il partito nuovo e la “via italiana”. Togliatti e il PCI dal V congresso alla III Conferenza di organizzazione
· Alexander Höbel (Università di Sassari, Associazione Futura Umanità) – Luigi Longo vicesegretario del PCI
· Francesca Chiarotto (Università del Piemonte Orientale) – 1946: l’inizio dell'”operazione Gramsci”
· Margherita Bassini (Fondazione Luigi Longo) – Il 2 giugno e il “partito nuovo” nell’Alessandrino

Vi aspettiamo tutte e tutti.

Il 1926 di Antonio Gramsci

Di Lelio La Porta

Discorso pronunciato alla tomba di Gramsci il 27 aprile 2026

Il resoconto dei lavori del III congresso del Partito comunista d’Italia (Lione 20-26 gennaio 1926) venne dettato da Gramsci all’allora redattore dell’Unità Riccardo Ravagnan[1] e pubblicato sul quotidiano il 24 febbraio 1926. Il titolo (Cinque anni di vita del Partito) indica già il contenuto del documento che va legato alle Tesi congressuali, redatte da Gramsci e da Togliatti. Vi si sosteneva che il proletariato dovesse proclamare la sua egemonia nella lotta antifascista avvalendosi della distinzione fra le forze borghesi tendenzialmente antifasciste, con cui allearsi per raggiungere l’obiettivo della riconquista delle libertà democratico-borghesi, e quelle irrimediabilmente schierate con il fascismo; in questo diventava primario il ruolo del Partito comunista e delle sue cellule presenti nei luoghi di lavoro. In Cinque anni di vita del Partito Gramsci ripercorre le tappe della storia del Partito fino al congresso di Lione soffermandosi sulla struttura del Partito e sui problemi interni ma anche sui problemi legati alla situazione italiana, in specie a quella del Meridione, ponendo le basi del suo scritto incompiuto dedicato proprio alla quistione meridionale[2]. Nota Gramsci come proprio l’importanza dei temi affrontati nel dibattito congressuale non abbia consentito di prendere in considerazione la situazione internazionale in rapporto alla linea politica dell’Internazionale comunista. Alla stessa maniera si rammarica che il Congresso non abbia potuto prendere nella giusta considerazione «l’organizzazione nel campo femminile» e quella della stampa e che fu poco trattata la questione del programma del Partito, pure posta all’ordine del giorno del Congresso. La conclusione cui perviene Gramsci, però, è comunque chiara:

occorre che il partito si mantenga strettamente unito, che nessun germe di disgregazione, di pessimismo, di passività sia lasciato sviluppare nel suo seno[3].

Il 30 agosto nasce Giuliano, il secondo figlio del dirigente comunista che il padre non conoscerà mai. Gramsci aveva previsto di recarsi a Mosca due mesi dopo la sua nascita, in occasione del VI Plenum dell’Internazionale Comunista (novembre-dicembre 1926). L’arresto lo colse, però, come si scriverà in seguito, l’8 novembre.

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27 aprile 2026. Discorso del presidente della IGS Italia Guido Liguori davanti alla tomba di Gramsci

Anche quest’anno siamo qui a ricordare come IGS Italia la morte di Gramsci, avvenuta il 27 aprile 1937, ottantanove anni fa. Anche quest’anno portiamo un fiore rosso sulla tomba di Gramsci. Anche quest’anno lo facciamo in un contesto difficilissimo e preoccupante: per la situazione internazionale segnata dalle guerre, per la situazione del nostro Paese, contrassegnata dalla presenza dell’estrema destra al governo e nelle più alte istituzioni della Repubblica nata dalla Resistenza.

Le ceneri di Gramsci furono traslate in questo cimitero nel 1938, quando il fascismo era ancora al potere e la guerra era alle porte. Il funerale, nei giorni seguenti la morte, nell’aprile 1937, era stato celebrato presso il Cimitero del Verano, con al seguito molti poliziotti e solo due parenti: la cognata Tatiana e il fratello Carlo. Il suo corpo fu cremato, rispettando le volontà del defunto.

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