ESSERE COMUNISTI

VENERDÌ 26 FEBBRAIO, ORE 18
In diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Futura Umanità:
https://www.facebook.com/paginaufficialedifuturaumanitait
https://www.youtube.com/channel/UCkG1Ja1FCsHm9-tMRH4LNQw/featured
Presentazione del libro
Essere comunisti. Il ruolo del Pci nella società italiana (a cura di Lelio La Porta, Editori Riuniti, 2021)

con Lelio La Porta, curatore del libro
ne discutono: Paolo Ciofi, Davide Conti, Guido Liguori
Coordina: Romina Velchi

Quella «Vita» di Antonio Gramsci

Lelio La Porta, 20.02.2021

NOVECENTO. Nuova edizione per Laterza del volume firmato alla fine degli anni Sessanta da
Giuseppe Fiori. A 130 anni dalla nascita dell’intellettuale che fu tra i fondatori del Partito Comunista
d’Italia. Nell’Introduzione Asor Rosa sottolinea alcuni aspetti della sua vicenda, tra i quali, la
«sardità», l’impegno politico, la prigionia, la «centralità del tema amoroso». La classicità del lavoro
non sarebbe però venuta meno se il testo fosse stato aggiornato, riveduto nelle note come nella
bibliografica in base a quanto uscito nel frattempo

Continua a leggere “Quella «Vita» di Antonio Gramsci”

Una lettura diacronica dell’opera del pensatore di Treviri

Guido Liguori, 12.02.2021

Filosofia politica. «Marx in dieci parole» di Stefano Petrucciani, pubblicato da Carocci. Le parole
prescelte per questo «approccio a Marx» sono, nella sequenza offertaci dal volume (che in parte
rispecchia quella del loro affiorare negli scritti di Marx): alienazione, diritto, democrazia, libertà,
rivoluzione, materialismo storico, feticismo, sfruttamento, capitalismo, comunismo
Non è facile raccontare Marx in dieci lemmi o concetti. Troppo pochi, viene subito da dire. È un
autore che ha scritto molto e di molte cose. Ed è stato letto, interpretato, dissezionato in lungo e in
largo. La scelta di Stefano Petrucciani nel suo ultimo libro, Marx in dieci parole (Carocci, pp. 179,
euro 16), è però evidente. I dieci termini, frutto di una scelta fra altre possibili, sono sentieri di
lettura con cui si tenta di penetrare da diversi lati un corpus teorico ritenuto complesso e non del
tutto organico come quello del pensatore di Treviri, per discuterne criticamente alcune coordinate
fondamentali.
Le parole prescelte per questo «approccio a Marx» sono, nella sequenza offertaci dal volume (che in
parte rispecchia quella del loro affiorare negli scritti di Marx): alienazione, diritto, democrazia,
libertà, rivoluzione, materialismo storico, feticismo, sfruttamento, capitalismo, comunismo. Dieci
termini centrali, nella consapevolezza che molti altri sarebbero stati possibili, e di alcuni in
particolare si lamenta la mancanza: ideologia, scienza, classe sociale (borghesia, proletariato), solo
per citare degli esempi.
L’AUTORE DEL LIBRO tuttavia ha diritto alla sua scelta, anche perché occorre chiarirlo non si
tratta di una «introduzione a Marx», né di un libro soprattutto «per principianti». Certo, il linguaggio
di Petrucciani è estremamente chiaro, il suo approccio espositivo esemplare, la vocazione
pedagogica della sua scrittura caratterizza anche questo suo testo, ed esso risulta
comprensibilissimo a chiunque vi si accosti con un minimo di impegno. Tuttavia l’ottica del libro
pare un’altra: l’autore parte dalla convinzione che Marx non sia al pari di ogni altro grande
pensatore «l’autore di una dottrina coerente, compiuta e magari trasformabile in un dogma di
fede». È dunque necessario farne una lettura vigile, critica, anche se politicamente partecipe,
discutendone le possibili aporie e contraddizioni.
Il primo «strumento» che il libro mette in campo per condurre questo confronto critico col pensatore
di Treviri è una lettura diacronica del suo pensiero, una storicizzazione, o contestualizzazione, delle
sue tesi. Per ogni lemma-concetto si analizza cioè cosa ne dice Marx nelle diverse fasi della sua
elaborazione teorica e politica sia pure per metterne in evidenza, alla fine, il significato dominante.
È una accortezza fondamentale, che da sola già permette di «relativizzare» in buona parte le
asserzioni marxiane, salvandole dalla dogmatica che per molto tempo ne ha contraddistinto e
condizionato la ricezione.
SI PRENDA AD ESEMPIO la parola-chiave «democrazia». È evidente come su di essa Marx dica
nel tempo cose anche molto diverse: dagli scritti filosofici del 1843-1844 al Manifesto del partito
comunista, dalle opere storiografiche sugli anni 1848-1850 agli scritti formulati come documenti
dell’Internazionale (quando Marx «fa politica»), dalla conferenza di Amsterdam alla Critica del
programma di Gotha, Marx parla in modi diversi della democrazia politica e di quella economica,
della democrazia parlamentare e di quella della Comune (che sarà nel Novecento il modello della
democrazia soviettista), e così via.
Questo lemma è parte di una famiglia ben riconoscibile di concetti di filosofia politica (diritto, libertà,
rivoluzione, comunismo), verso cui Petrucciani è particolarmente attento. Ma non mancano altri
sentieri di lettura possibili, su cui procedere per imparare a leggere Marx. Perché questo soprattutto
appare essere l’intento (metodologico) del libro, e ci sembra soddisfatto.


© 2021 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE

Pubblicazioni in occasione del centesimo anniversario della fondazione del PCI

La nostra Associazione, in collaborazione con gli Editori Riuniti, ha deciso la realizzazione di una collana curata da Lelio La Porta e dedicata al centesimo anniversario della fondazione del PCI. Sono stati messi in cantiere i volumi di seguito indicati:

  1. P. Togliatti, Il Partito comunista italiano)
  2. Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, Essere comunisti. Il ruolo del Pci nella società italiana

In via di preparazione:

  • Un volume di saggi da “Critica marxista” sulla storia del Pci (per ora senza titolo e la cui pubblicazione è stata autorizzata da Tortorella)
  • Alcuni dei discorsi di Togliatti alla Costituente con Prefazione di Berlinguer e Introduzione di Natta.

E’ possibile acquistare i libri singolarmente al prezzo di copertina, rispettivamente Euro 10 (per Togliatti il PCI) ed euro19,50 (per Essere comunisti)

Nel caso di acquisto di entrambi i testi verrà praticato uno sconto del 15%  e pertanto l’ammontare complessivo sarà di euro 25 incluso spese spedizione.

I libri possono essere richiesti alla nostra associazione mail: 1futuraumanita@gmail.com   allegando copia del bonifico e specificando l’indirizzo a cui spedire i libri. La spedizione è gratuita.

Iban dell’Associazione: IT95Q0538705006000035185476


Il Partito comunista italiano è stato scritto da Palmiro Togliatti su richiesta della casa editrice «Nuova Accademia» che volle pubblicare una serie di saggi nella collana «Storia e funzione dei partiti politici in Italia» diretta da Raffaele Cantarella, pubblicato nel gennaio del 1958 e ripubblicato a più riprese dagli Editori Riuniti. Lo scritto si presenta con i caratteri di un’opera divulgativa, non necessariamente indirizzata a un pubblico di partito. Ma nonostante ciò o, forse, proprio per ciò ha un notevole impatto su chiunque ne affronti la lettura poiché fornisce un quadro efficacissimo della politica del Partito comunista italiano. Lo scritto di Togliatti avrebbe potuto avere come sottotitolo quello che il filosofo Nietzsche diede ad una delle sue opere (Così parlò Zarathustra): Un libro per tutti e per nessuno. Per tutti, ossia quelle migliaia di militanti che, diffondendo il giornale del Partito, organizzando le Feste dell’Unità, dando vita a discussioni molto più che animate nelle Sezioni, prestando servizio presso i seggi elettorali senza compenso alcuno, hanno fatto del Pci il più forte Partito comunista dell’Occidente. Per nessuno, ossia coloro che, avendo militato in questo Partito, hanno fatto tabula rasa di quell’esperienza e riescono anche a sostenere che comunisti non sono mai stati. Per tutti, questo libro vuole essere la certezza della memoria e di una storia che, nonostante le sue contraddizioni, ha segnato indelebilmente le loro vite e la storia d’Italia. Per nessuno, affinché ricordi cosa è stato e ricordi, in specie, che noi siamo le scelte che facciamo.
 
 

I testi proposti nella presente silloge vogliono essere, sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista storiografico, il tentativo di fissare i caratteri del progetto di trasformazione democratica della società italiana in direzione del socialismo da parte del Partito Comunista, attraverso alcuni significativi interventi dei suoi Segretari politici.

                        A. Gramsci, Cinque anni di vita del Partito (1926)

P. Togliatti, I compiti del partito nella situazione attuale (1944)

P. Togliatti, Rapporto al V Congresso (1946)

P. Togliatti, Rapporto all’VIII Congresso (1956)

L. Longo, Dal rapporto al XII Congresso (1969)

E. Berlinguer, Un partito comunista rinnovato e rafforzato per le esigenze nuove della società italiana (1970)

E. Berlinguer, Per un partito impegnato nella lotta e nel dibattito ideale e politico (1974)

           E. Berlinguer, Prospettiva di trasformazione e specificità comunista in Italia (1981)

E. Berlinguer, Relazione al XVI Congresso (1983)

E. Berlinguer, Orwell sbagliava, il computer apre nuove frontiere (1983)

…) punto di partenza centrale del patrimonio teorico e ideale di noi comunisti è questo: per migliorare l’uomo, per liberarlo effettivamente, perché egli possa affermare in modo pieno la sua dignità di persona, è necessario un processo generale di trasformazione della società e del potere, ossia un processo rivoluzionario che, avanzando anche gradualmente, non lasci più dietro di sé né sfruttati, né subalterni, né discriminati, né emarginati, né diseredati per principio o per destino (i “piccoli”, i “poveri”, i “deboli”). Enrico Berlinguer

Il tavolo ottagonale e la storia

di Lelio La Porta

Che cos’è la storia di un partito? Soprattutto di un partito fortemente radicato nella vita nazionale? Cosa vuol dire scrivere la storia di un determinato partito? Gramsci avrebbe risposto “che scrivere la storia di un partito significa niente altro che scrivere la storia generale di un paese da un punto di vista monografico, per porne in risalto un aspetto caratteristico”. Proprio prendendo spunto dalla definizione gramsciana (sapientemente fatta propria dal curatore del volume Lorenzo Capitani) viene ricostruita la storia del Pci di Reggio Emilia, con una monografia che ha al centro un oggetto che è sintesi di quella storia, cioè un tavolo ottagonale di legno chiaro (La storia sul tavolo. Tra due epoche del Novecento, cronache, memorie, riflessioni sul Pci di Reggio Emilia, Fondazione Reggio Tricolore, a cura di L. Capitani, pp. 147, €.15,00).

Continua a leggere “Il tavolo ottagonale e la storia”