Solidarietà alla CGIL, vigilanza e mobilitazione di massa sono le esigenze del momento.

L’assalto squadrista alla Cgil rappresenta un fatto di gravità eccezionale nel contesto politico del nostro paese, che richiama alla mente le pagine più buie e tragiche della nostra storia. Non possiamo dimenticare che il fascismo è nato muovendo dall’assalto alle sedi dei lavoratori. “Futura Umanità Associazione per la storia e la memoria del Pci” esprime la sua completa solidarietà alla Cgil, fondamentale presidio democratico e di massa del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, e aderisce con convinzione alla manifestazione antifascista del 16 ottobre, invitando tutte e tutti a parteciparvi.

Paolo Ciofi, Alexander Höbel

CENT’ANNI DOPO

Mercoledì 13 Ottobre, ore 18,00

Presso i locali della Associazione Enrico Berlinguer Viale Opita Oppio, 24 – Roma Proiezione del documentario:

Un racconto inedito della storia d’Italia attraverso quella del Partito Comunista Italiano, a cento anni dalla sua fondazione; uno strumento per riaprire una discussione collettiva su quella straordinaria esperienza nei suoi vari aspetti, dalle conquiste sociali e civili alle realtà territoriali nella loro diversità.Il film, prodotto dalla Fondazione AAMOD con il sostegno dell’Associazione Enrico Berlinguer, con la regia di Monica Maurer e il montaggio di Milena Fiore, è interamente realizzato sulla base dei materiali del patrimonio AAMOD. 
Partecipano:Francesco M. Biscione, storico
Sergio Gentili, politico e saggista
Alexander Hobel, storico
Saranno presenti le autrici

CONSIDERAZIONI DI UN IMPOLITICO

di Lelio La Porta

Potrà sembrare fuori luogo a chi segue il blog dell’Associazione “Parliamo di socialismo” e il sito di “Futura Umanità” che un aderente proponga un proprio contributo alla discussione con il titolo di un’opera di Thomas Mann, scritta durante il primo conflitto mondiale, nel quale compare il lemma “impolitico”; un’opera, oltretutto, ritenuta, anche dallo stesso autore, a posteriori, antidemocratica e reazionaria. Va subito chiarito che l’impolitico usato nel presente articolo non è un “apolitico”, meno che mai un reazionario o un antidemocratico, ma chi, invece, parla e scrive di politica senza ricorrere alla baldanza dialettica e terminologica del modo corrente di chi parla o scrive di politica, baldanza che, spesso, sconfina nell’arroganza o, peggio, nella prassi del bricolage per cui si ritiene di essere nelle condizioni di cambiare il mondo da soli, nella discutibilissima tendenza a ritenere che ciò significhi salvare la purezza di certe posizioni ideologiche che, al contrario, hanno nella “contaminazione” con le altre la possibilità di emergere nella loro assoluta affermazione, ossia, avrebbe detto Gramsci, divenire egemoniche.

Un giro di presentazioni di tre volumi occasionati dal Centenario della fondazione del Pci ha offerto lo spunto per una riflessione, appunto, impolitica sullo stato attuale della politica.

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58 anni fa a Yalta moriva Palmiro Togliatti.

Nel centenario del PCI e’ doveroso non solo ricordare ma rendere onore a quel dirigente politico che con la svolta di Salerno e la proposta di una democrazia progressiva pose le basi per una unità del popolo italiano e con la partecipazione alla Assemblea Costituente fece del PCI un costruttore fondamentale della democrazia Italiana. Con la Via Italiana al Socialismo accentuo ‘ i tratti peculiari del comunismo Italiano. E promosse la conoscenza del pensiero del genio di Antonio Gramsci. La cui lezione è materiale di studio in tutto il mondo per la sua grande attualità. Ricordare Togliatti significa ricordare ed onorare la storia dei comunisti italiani ,partito nazionale che ha costituito il riscatto di milioni di lavoratori, lavoratrici, persone sfruttate ed umili. Ha dato impulso alla emancipazione femminile grazie al ruolo delle donne comuniste. L’appartenenza storicamente avvenuta al campo sovietico, rese inevitabile operare un cambiamento anche nel nome. Ma quella originalità dei comunisti italiani il loro impegno per la democrazia e per la giustizia sociale fanno di quella storia una radice ed un albero importante della democrazia e della libertà, della giustizia sociale nel nostro Paese.

Livia Turco