VERSO IL CENTENARIO DEL P.C.I

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Ripubblicato il testo di Togliatti con una introduzione di Lelio La Porta

«L’uomo semplice che dedica tutta la sua vita per lavorare e combattere a preparare le condizioni in cui si crei una società nuova, è il portatore di una nuova verità filosofica, anche se non sempre può esserne del tutto consapevole. L’adesione di milioni e milioni di donne e di uomini a un partito che combatte per creare una nuova società, è un fatto nuovo nella vita della nazione. L’umanità e la nazione diventano consapevoli del loro compito, che è di dominare il mondo dei rapporti sociali e dare inizio al regno della libertà. Noi siamo fieri di essere l’avanguardia consapevole di questo grande movimento.»

P. Togliatti

Seminario della Igs Italia

Antonio Gramsci: educazione e formazione

Ne discutono a partire dal volume di Chiara Meta:
“Il soggetto e l’educazione in Gramsci. Formazione
dell’uomo e teoria della personalità”

(edizioni Bordeaux)

Giovanni Castagno (Università Roma Tre)
Lelio La Porta (International Gramsci Society Italia)
Chiara Meta (Università Roma Tre)
Giancarlo Schirru (Università degli Studi di Napoli L’Orientale)

Coordina:

Guido Liguori (Università della Calabria)

 

26 giugno 2020, ore 17,30
Libreria Todo Modo
Via Bellegra 46 (zona Centocelle – Roma)

Oltre che in presenza nel giardino della libreria
sarà possibile seguire il seminario sul canale YouTube della Igs Italia

( https://youtu.be/3gI2Tdi5V1U )

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RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNO DALLA SCOMPARSA (3)

*L’ 11 giugno 1984 si spegneva in modo drammatico la vita di Enrico Berlinguer.
Nella ricorrenza di quella data riproponiamo ampi stralci dell’intervento
di Paolo Ciofi al convegno di studi «Centralità del lavoro e trasformazione
della società nel pensiero di Enrico Berlinguer», promosso da Futura
Umanità Associazione per la storia e la memoria del Pci e dal
Dipartimento di Economia e Management dell’Università, Brescia 21.10.2014

I virgolettati del testo sono tratti dal volume Enrico Berlinguer, Un’altra idea del mondo,
Antologia a cura di Paolo Ciofi e Guido Liguori, Editori Riuniti university
press, 2014

Berlinguer, Un’altra idea del mondo

Contrariamente agli sforzi profusi da più parti per farne un retrogrado e un passatista, Enrico Berlinguer è stato in realtà un rivoluzionario moderno e innovatore,  come dimostrano in particolare le sue posizioni sulla rivoluzione elettronica, la terza rivoluzione industriale che ha aperto una nuova fase nella storia del capitalismo. Continua a leggere “RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNO DALLA SCOMPARSA (3)”

RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (2)

La gioventù nella vita del Partito comunista
di
Enrico Berlinguer
[in Trenta anni di vita e lotte del P.C.I., Quaderno di Rinascita, n. 2, 1951/1952. Il Quaderno di Rinascita del 1951 fu il primo tentativo per avviare e rendere compiuto il discorso sulla storia del Partito che, all’epoca, era appannaggio quasi esclusivo di un gruppo di dirigenti. Si imponeva la necessità di formare i militanti anche a costo di sacrificare il giudizio storico. Era molto più decisivo sottolineare i principi e i valori che avevano guidato fino a quel momento la battaglia del Pci piuttosto che rievocare i fatti della storia del Pci. Il Quaderno, interamente curato da Togliatti, si divide in cinque parti che sono, di fatto, la prima periodizzazione della storia del Partito. Ogni parte si avvale di articoli di dirigenti comunisti e di intellettuali (alcuni fra loro: D’Onofrio, Platone, Grieco, Dozza, Scoccimarro, Ravera, Noce, Longo, Luporini, Berlinguer, con il contributo qui proposto, DiVittorio), di documenti ed è introdotta da corsivi scritti da Togliatti.]

Una storia dettagliata del contributo dato dai giovani al movimento operaio italiano, prima ancora che nascessero delle organizzazioni giovanili autonome e quando poi sorsero e si svilupparono dando vita alla Federazione giovanile socialista, trasformata nel 1921 in Federazione giovanile comunista, è ancora da scrivere. Si può però con certezza affermare che tale contributo è stato grande, e non è mancato in particolare nei momenti critici della storia del movimento operaio e della nazione italiana. È stato un contributo di eroismi, di devozione a concezioni superiori della vita, di passione rivoluzionaria, ma anche d’intelligenza, di idee nuove, di capacità di orientamento autonomo. È noto come una delle condizioni, e non tra le ultime, del successo arriso all’opera della corrente che fondò il Partito comunista italiano nel 1921, fu appunto l’appoggio quasi totale che il nuovo partito ricevette dai giovani della F.G.S. che nel loro Congresso di Firenze (29 gennaio 1921), cui partecipavano 200 delegati rappresentanti circa 55.000 soci, ratificarono, col 90 % circa di voti di maggioranza, la trasformazione della Federazione giovanile socialista in Federazione giovanile comunista e la sua adesione incondizionata al Partito comunista d’Italia e all’Internazionale comunista. Questo fatto dava già, di per sè stesso una posizione particolare ai giovani nel quadro del movimento comunista, tanto più se si aggiunge che gli stessi fondatori del partito, e i loro massimi dirigenti, come Gramsci, come Togliatti, che provenivano da una lunga lotta sostenuta all’interno del Partito socialista per l’affermazione di una politica veramente rivoluzionaria, erano essi stessi di età molto giovane. Continua a leggere “RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (2)”

RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (1)

Enricoberlinguer

Berlinguer e i giovani
di
Lelio La Porta

Nei primi anni della sua militanza Berlinguer fu leader del movimento giovanile comunista (segretario nazionale del Fronte della gioventù dal 1946) fino all’elezione a segretario generale della Fgci (CC del marzo del 1949), carica che ricoprì fino al 1956. Contestualmente, assunse la presidenza della Federazione mondiale della gioventù democratica, organismo che raggruppava i movimenti giovanili di vari paesi. Nel 1951 organizzò il Festival mondiale della gioventù a Berlino est e mantenne l’incarico di presidenza fino al 1952. Si può proprio sostenere, senza tema alcuna di essere smentiti, che Berlinguer fece apprendistato di quel ruolo che lo avrebbe reso prestigiosissimo capo dei comunisti italiani guidando i giovani. Insomma, di giovani se ne intendeva; ovviamente, negli anni Cinquanta, soprattutto, il linguaggio usato era quello tipico del mondo diviso in blocchi contrapposti, con tutte le sue asprezze e, per essere sinceri fino in fondo, le sue chiusure. Infatti, gli stessi giovani chiamati alla lotta senza quartiere contro l’imperialismo erano il soggetto politico cui il segretario comunista si rivolgeva fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso quando, dalle colonne di “Rinascita”, ne individuava i problemi irrisolti elencandoli nel modo seguente: “…la nuova qualità della vita, l’occupazione, lo svago e lo sport, lo studio e la propria formazione di cittadino, l’amore, il sesso e la vita di coppia, la casa per le giovani coppie, la lotta contro la droga”. La disponibilità è diversa, in linea, è proprio il caso di dire, con tutte le novità nel frattempo intervenute nella politica dei comunisti italiani per merito dello stesso Berlinguer. La tematica dei nuovi soggetti si propone con forza all’attenzione dei comunisti e, com’è ovvio, fra questi nuovi soggetti sono i giovani ad occupare il primo posto. Si tratta dei giovani che, conosciuta nel 1971 l’insorgenza di una ribellione violenta che trova nell’Autonomia operaia la sua manifestazione più esplicita, si allontanano progressivamente dalle forme istituzionali della politica, dai partiti, continuando a partecipare, oppure manifestando una diffusa voglia di partecipazione, seppure in modi diversi da quelli abitualmente usati a sinistra, alle lotte per la pace, per la difesa dell’ambiente, contro la mafia e contro la camorra. Si propongono le nuove soggettività. Continua a leggere “RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (1)”