1980, un anno spartiacque

(intervento all’iniziativa “Il contesto locale, nazionale e internazionale della strage di Bologna”, Bologna, 30 luglio 2021)

Alexander Höbel

1. Nel quadro di una discussione davvero ricca sulla strage di Bologna e sul suo contesto ottimamente coordinata e introdotta da Sergio Caserta, prendendo la parola dopo le documentate e stimolanti relazioni di Cinzia Venturoli sulle acquisizioni più recenti dell’inchiesta e del processo sulla strage, e di Francesco M. Biscione sulla strategia della tensione e i suoi addentellati col ruolo della criminalità organizzata (ai quali si aggiungeranno poco dopo gli importanti interventi di Paolo Bolognesi e Mirco Dondi), ho scelto di incentrare il mio contributo sul contesto, sul 1980 come anno spartiacque, le cui caratteristiche forse aiutano a capire meglio i motivi di quella strage efferata.

Continua a leggere “1980, un anno spartiacque”

Note in margine a Essere Comunisti di Lelio La Porta.

di Corrado Morgia

Lelio La Porta è uno studioso serio, preparato e altrettanto prolifico, visti i numerosi titoli della sua bibliografia. Oltre che docente di storia e filosofia nei licei, è collaboratore del Manifesto, di Critica Marxista e di Patria Indipendente, la rivista dell’Anpi, e inoltre membro di Futura Umanità, l’associazione fondata da Paolo Ciofi per conservare e approfondire la storia e la memoria del Pci. Gli interessi scientifici di La Porta spaziano da Lukàcs ad Hanna Arendt, alla filosofia politica del Novecento in generale e più indietro fino a Marx, tutti argomenti sui quali ha prodotto opere molto interessanti, di approfondimento e di divulgazione, realizzando al meglio la sua vocazione di insegnante e di ricercatore impegnato e qualificato. Aggiungo che, a mio parere, ma senza sminuire nessuna delle sue prove, le migliori energie La Porta le ha spese in una meritoria opera di ricognizione e di analisi intorno alla storia e alla cultura  del Partito comunista italiano e dei suoi massimi rappresentanti, Gramsci innanzitutto, ma anche Togliatti, Enrico Berlinguer e Luigi Longo, personalità di cui vengono antologizzati alcuni interventi nella sua ultima fatica, “Essere Comunisti, Il ruolo del Pci nella società italiana”, silloge pubblicata dagli Editori Riuniti nello scorso 2020. Il testo, arricchito da una introduzione dell’autore, contiene un brano di Gramsci, tre di Togliatti, uno di Longo e cinque di Berlinguer.

Continua a leggere “Note in margine a Essere Comunisti di Lelio La Porta.”

La carta costituzionale antidoto alle disuguaglianze

Guido Liguori, 17.06.2021
Scaffale. «Forte e robusta», di Paolo Ciofi, edito da Bordeaux. Domani online alle 18 per Futura
Umanità con A. Höbel, P. Napoletano e M. Prospero


La ripresa della sinistra non può che passare per l’assunzione della Costituzione come suo
«programma fondamentale». Questa è l’idea riproposta da Paolo Ciofi in un libro dal titolo
esplicativo quanto ottimista: Forte e robusta. Perché la Costituzione ci rende immuni da
disuguaglianze e populismi (Bordeaux, pp. 128, euro 14), che offre al lettore, in appendice, anche il
testo della Costituzione stessa (lettura che resta affascinante ed è utile reiterare). «Se l’obiettivo è la
conquista di una civiltà più avanzata», cioè capace di oltrepassare il capitalismo – come scrive Ciofi
evocando Berlinguer –, «questa Costituzione, che già contiene elementi di socialismo, indica la
strada»

Continua a leggere “La carta costituzionale antidoto alle disuguaglianze”

Prospettiva di trasformazione e specificità comunista in Italia (marzo 1981)[1]

Nell’anniversario della scomparsa di Enrico Berlinguer, pubblichiamo la sua intervista del marzo 1981 sul tema della specificità e diversità del Pci, rispetto agli altri partiti italiani ma anche nell’ambito del movimento comunista internazionale; un testo in cui la strada originale compiuta dai comunisti nel nostro paese è rivendicata da Berlinguer con grande chiarezza.

Il sessantesimo anniversario della fondazione del nostro partito cade in una situazione dei rapporti mondiali che è caratterizzata da un inasprimento dei problemi e delle tensioni. Il processo di distensione si è arrestato e appaiono forti le spinte per una tendenza opposta. Per alcuni ciò significa che non vi sarebbe spazio per una prospettiva di trasformazione quale quella da noi indicata.

 Proprio il riaprirsi nella situazione internazionale di nuove tensioni, che tendono ad aggravarsi ancora e a minacciare la pace, conferma che proseguire ciecamente nella corsa agli armamenti e nella esasperazione del contrasto tra est e ovest porta al peggio. Noi abbiamo sottolineato, credo giustamente, che la guerra è certamente evitabile, ma che essa, purtroppo, non è impossibile. In una situazione che rischia di deteriorarsi fino a poter provocare conseguenze catastrofiche, il ruolo dell’Europa occidentale − e soprattutto del suo movimento operaio − può essere di straordinario rilievo nel creare le condizioni per avviare una svolta positiva nella situazione mondiale. Per questo è indispensabile che, senza rimettere in discussione la collocazione dei paesi europei che fanno parte del Patto Atlantico, la Comunità europea abbia una propria autonomia di valutazione e di iniziativa. Continua a leggere “Prospettiva di trasformazione e specificità comunista in Italia (marzo 1981)[1]”

Ai più giovani dico

di Gennaro Lopez

Se anche noi volemmo

essere giovani

e cancellare illusi

le solitudini dell’io

col testardo desiderio

di essere noi, ragazzi del mondo

a scoprire arcobaleni di pace

e di giustizia

oltre l’orizzonte consentito,

di errori e sconfitte

non siate giudici

ma custodi di memoria:

aveva un senso

quel che s’è detto

quel che s’è scritto

e un graffio almeno

sul muro della storia

rimarrà inciso.

Finché vorrete.