Assemblea Annuale di Futura Umanità

Si è svolta sabato 17 marzo l’assemblea annuale dei soci della nostra Associazione che ha visto la partecipazione e gli interventi al dibattito di numerosi soci. Sono state approvate le modifiche allo Statuto ed il bilancio 2017.

Con l’occasione segnaliamo che è disponibile il libro che raccoglie gli atti del nostro convegno “A cent’anni dalla rivoluzione di ottobre” con gli interventi di Aldo Tortorella, Michele Prospero, Raffaele D’agata, Andrea Sonaglioni, Alexander Hobel, Angelo D’orsi, Mario Tronti, Fulvio Lorefice, Pasquale Voza, Raoul Mordenti, Luciana Castellina, Gennaro Lopez, Guido Liguori, Piero Di Siena, Stefano Petrucciani, Paolo Ciofi, Francesca Chiarotto, Maurizio Acerbo, Dino Greco.

 

 

Chi è interessato a riceverne una copia può richiederla tramite mail a:

mruggia@libero.it

Il costo per i soci è di Euro 8 (anziché 12).
Per quanti rinnovano o richiedono la tessera dell’associazione per il 2018 il costo è di euro 5.
In entrambi i casi per le spese di spedizione occorre aggiungere euro 1,50.

Il pagamento può essere effettuato mediante bonifico bancario

IT34E0312705006000000001420

o tramite pay pal seguendo le istruzioni riportate sul nostro sito

A Cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre: l’Urss, la via italiana e il ripensamento del socialismo

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In occasione del centenario della Rivoluzione di Ottobre, lo scorso 28-29 settembre, Futura Umanità Associazione per la storia e la memoria del Pci, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università La Sapienza, hanno promosso due giornate di analisi e di confronto sul tema “L’Urss, la via italiana e il ripensamento del socialismo”.

Di seguito pubblichiamo: il programma, in rosso i link al testo degli interventi e la registrazione video dell’iniziativa
Prima sessione 
La presa del Palazzo d’inverno e la strategia di Lenin. Il significato di una rottura storica . Relatore Michele Prospero

Saluto di Aldo Tortorella  
Comunicazioni
Il contesto e gli effetti internazionali Raffaele D’Agata
L’economia e la trasformazione della società Andrea Sonaglioni
Il socialismo in un solo Paese. Stalin, la guerra fredda e la fine dell’Urss Alex Hobel
I rapporti internazionali e le nuove guerre dopo la dissoluzione dell’Urss Angelo d’Orsi

Interventi: Mario Tronti, Fulvio Lorefice, Pasquale Voza, Raul Mordenti

Luciana Castellina, che non ha potuto partecipare all’iniziativa perchè in Cina, ha inviato un testo che è stato distribuito ai presenti nel corso della giornata.

Seconda sessione
L’Ottobre rosso, l’Italia e la strategia del Pci. Relatore Gennaro Lopez
Comunicazioni
Gramsci. Dalla rivoluzione d’Ottobre alla rivoluzione in Occidente
Guido Liguori
Togliatti. La Costituzione e la via italiana al socialismo Piero Di Siena
Le idee di socialismo nel pensiero politico contemporaneo Stefano Petrucciani
Berlinguer e la terza fase del movimento operaio. Presupposti e condizioni di un nuovo socialismo Paolo Ciofi

Interventi: Maurizio Acerbo, Francesca Chiarotto, Eleonora Forenza, Dino Greco

*Pubblicheremo ulteriori testi man mano che perverranno.

Registrazione video delle due giornate

Convegno “Il 1956, il Pci e il progetto di una nuova società. La via italiana al socialismo”

Si è svolto con successo, testimoniato dalla numerosa partecipazione e dalla qualità del dibattito, il convegno su “Il 1956, il Pci e il progetto di una nuova società. La via italiana al socialismo”, di cui pubblichiamo la videoregistrazione. All’intensa giornata di approfondimento e di discussione, aperta dalla relazione di Aldo Tortorella e conclusa con l’intevento di Paolo Ciofi, hanno recato il loro contributo Raffaele D’Agata, Piero Di Siena, Alexander Hobel, Gennaro Lopez, Dino Greco, Michele Prospero, Gianni Ferrara, Guido Liguori, Maria Luisa Boccia, Alfonso Gianni, Vincenzo Vita.

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Il Pci, la Costituzione, le riforme istituzionali

Verso il referendum del 4 dicembre

Introduzione di Paolo Ciofi al seminario “Il Pci, la Costituzione, le riforme istituzionali”

I.Togliatti: garantire a tutti tutte le libertà

Il Pci è stato un protagonista decisivo nella dura e difficile lotta per la conquista della libertà, di cui la Costituzione antifascista, che ha dato il soffio della vita alla Repubblica democratica fondata sul lavoro, rappresenta senza dubbio il punto più alto e illuminante nella contrastata storia del popolo italiano. Palmiro Togliatti, il segretario del Partito comunista italiano che della Costituzione e della democrazia nel nostro Paese è stato un costruttore tenace e coerente, originale e innovatore, di fronte all’Assemblea costituente l’11 marzo del 1947 si esprimeva così: «Non vogliamo più essere lo zimbello del giuoco, più o meno aperto, più o meno palese, di gruppi che vorrebbero manovrare a loro piacere la vita politica italiana perché concentrano nelle loro mani le ricchezze del Paese». Per questo «la Costituzione ci deve garantire (…) che gli ideali di libertà non possano più essere calpestati, che non possa più essere distrutto l’ordinamento giuridico e costituzionale, di cui gettiamo qui le fondamenta». Ma la sola vera garanzia che ciò avvenga – avvertiva – «è che alla testa dello Stato avanzino e si affermino forze nuove, le quali siano democratiche e rinnovatrici per la loro stessa natura». Vale a dire, «le forze del lavoro»[1].

Dunque, non un ritorno al passato, verso la riesumazione dello Stato liberale e dei principi liberal democratici, che al fascismo non seppero opporre un argine. Bensì una costruzione storicamente nuova per i principi ispiratori, per il blocco sociale e la classe dirigente che la sorreggono. Occorre aggiungere che il Pci non è stato solo il proponente di alcune tra le più rilevanti innovazioni contenute nella Costituzione, come vedremo. È stato anche, in tutta la sua storia, il partito politico più combattivo nella lotta per la sua attuazione. Giacché la Costituzione, che tuttora regge il patto tra gli italiani, è diventata subito un terreno di lotta in conseguenza della rottura dell’unità nazionale e del riemergere di forze conservatrici e apertamente reazionarie. E quando si è posto il problema dell’aggiornamento della seconda parte riguardante l’ordinamento della Repubblica, il Pci ha lavorato perché i cambiamenti fossero orientati a rendere più efficace l’applicazione dei principi e dei diritti: estendendo la partecipazione democratica, decentrando le decisioni, soprattutto ponendo il problema del rinnovamento dei partiti e la questione morale come chiave di volta della questione democratica. Continua a leggere “Il Pci, la Costituzione, le riforme istituzionali”