Care compagne, cari compagni. Tredici storie di militanza nel P.C.I.

Nino

Concetto Vecchio da Repubblica del 10 novembre 2020

Cos’è stato il Pci, di cui a gennaio ricorrono i cento anni? Un partito di massa, popolare, nel quale militavano gli operai e gli intellettuali, i giovani e la generazione che aveva fatto la Resistenza. C’è stato un momento, a metà degli anni Settanta, nel quale un italiano su tre votava comunista. Un unicum in Europa. Le città più ricche, da Torino a Roma, da Bologna a Firenze, erano governate da sindaci rossi. Un libro ora racconta le vicende di tredici comunisti italiani, uomini e donne in carne e ossa, per provare a dare conto di questo mondo grande: Care compagne e cari compagni , edito da Strisciarossa, con le vignette di Ellekappa e Staino.

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IN MEMORIA DI GIUSEPPE PRESTIPINO

di Lelio La Porta

 Era nato a Gioiosa Marea, in Sicilia, il 1 maggio del 1922, 98 anni fa. Andavamo in diversi fra amiche e amici, compagne e compagni a trovarlo a Civitavecchia, dove viveva in una bella casa con vista sul mare, non solo ma soprattutto il giorno del suo compleanno. Era ancora del tutto lucido, arguto, attentissimo e parlare con lui era un piacere.

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Cambiamo la politica. Non la Costituzione

Paolo Ciofi

In Italia, stretta tra l’epidemia con le sue pesanti ricadute in tutti i campi e la necessità pressante della ripresa economica e sociale, il referendum sul taglio dei parlamentari ha reso evidente l’involuzione e l’inconsistenza in cui si dibatte oggi la politica. Dato confermato dalle elezioni regionali, che con il risultato nettamente negativo dei 5 Stelle segnalano la persistente instabilità del sistema.

La maggioranza degli italiani sembra ritenere che lo stato del Paese sia da porre in relazione con il numero degli eletti, oltre che con il ruolo e gli intrighi del Parlamento descritto come un’adunanza di parassiti che campano occupando poltrone: una visione rozza e punitiva, pericolosamente falsificante lontana mille miglia dalla realtà dei rapporti sociali, da cui si trae la risibile conclusione che tagliando i rappresentanti di conseguenza si risolvono i problemi dei rappresentati e dell’intera società. Continua a leggere “Cambiamo la politica. Non la Costituzione”

Al Referendum costituzionale vota NO

È arrivato il momento di dire basta alla diceria che la Costituzione è il bacillo che inocula tutti i nostri mali. E perciò va cambiata e resa inoffensiva.

Un motivo in più per dire NO.

NO perché la Costituzione si attua, non si cambia.

NO perché è un trucco furbesco, e un palese inganno, far credere che le cose vanno male a causa del numero degli eletti.

NO perché il vero problema non è tagliare i rappresentanti, ma dare rappresentanza a chi oggi non ce l’ha. A tutte le persone – uomini e donne, giovani e anziani – che per vivere devono lavorare.

Vota NO.

E intanto organizzati e lotta per un effettivo cambiamento.

Paolo Ciofi

http://www.paolociofi.it

VERSO IL CENTENARIO DEL P.C.I

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Ripubblicato il testo di Togliatti con una introduzione di Lelio La Porta

«L’uomo semplice che dedica tutta la sua vita per lavorare e combattere a preparare le condizioni in cui si crei una società nuova, è il portatore di una nuova verità filosofica, anche se non sempre può esserne del tutto consapevole. L’adesione di milioni e milioni di donne e di uomini a un partito che combatte per creare una nuova società, è un fatto nuovo nella vita della nazione. L’umanità e la nazione diventano consapevoli del loro compito, che è di dominare il mondo dei rapporti sociali e dare inizio al regno della libertà. Noi siamo fieri di essere l’avanguardia consapevole di questo grande movimento.»

P. Togliatti