Per una civiltà più avanzata, la democrazia, il socialismo

Dieci domande di Corrado Morgia a Paolo Ciofi

Prima. Tu provieni da una famiglia di comunisti, tuo padre infatti era un dirigente del Pci. Questa condizione ha facilitato la tua adesione al partito? E comunque quali sono stati i motivi principali che ti hanno spinto alla militanza?

«I princìpi di libertà e di giustizia sono sempre stati fondamentali in famiglia. E questo sicuramente ha facilitato la mia adesione al Pci. Mio padre, che aveva partecipato alla seconda guerra mondiale su vari fronti, si iscrisse al partito in una cellula organizzata dai prigionieri italiani nel campo di concentramento ad El Alamein dopo la vittoria degli inglesi. Io, seguendo quei principi di libertà e giustizia, ho aderito alla Federazione giovanile comunista e al Pci negli anni cinquanta: anni bui di povertà, ignoranza e repressione anticomunista. Era il tempo in cui il ministro degli Interni Scelba sosteneva che la Costituzione è «una trappola». E la mia professoressa di storia al liceo mi domandava se quel tale di nome Engels fosse un critico della nouvelle vague.»

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Alla Bolognina si è chiusa la Repubblica

Michele Prospero, 21.01.2021

Profondo rosso. La generazione dei quadri post ’68 non ha assorbito il nucleo del togliattismo, ha
tenuto il realismo politico e ha rinunciato alla strategia di cambiamento. La svolta ha alzato un’onda
che alla lunga ha lesionato le stesse istituzioni
Prima ancora che i pezzi di muro lo graffiassero, il Pci aveva già subito una mutazione. L’inizio
anagrafico del partito risale al gennaio del ’21. E al mito dell’ottobre è connessa la formazione del
suo primo gruppo dirigente, per tanti versi eroico. Ma la nascita, per così dire, logica del soggetto
politico è databile solo 1944. Il congresso di Lione e altre fantasiose ricostruzioni di oggi, suggerite
pigramente dal Gramsci, c’entrano ben poco. Un partito clandestino in dottrina non è infatti
considerato un vero partito, o lo è in un senso molto sui generis. Un organismo deve partecipare al
voto competitivo, svolgere attività pubblica per essere una forma-partito.

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