VERSO IL 21 GENNAIO (3)

A. Gramsci, Bergsoniano!, in “L’Ordine Nuovo”, 2 gennaio 1921.

Decisamente, la filosofia nelle file del Partito Socialista Italiano, e nella mente dei suoi teorici e dei suoi leaders, è destinata a non aver mai fortuna. C’è stato una volta un periodo di esaltazione, un periodo in cui la fede politica e la fede sociale sembrava dovessero di necessità accordarsi con una determinata fede scientifica. Erano i giorni avventurati in cui dell’una e dell’altra fede erano sacerdoti Cesare Lombroso ed i suoi ripetitori, in cui Enrico Ferri era un grande filosofo e grande capo rivoluzionario. Ahimè! il socialismo italiano, che per le grandi masse era allora spontaneo moto di riscossa e di risveglio, movimento di liberazione iniziato in forme incomposte, senza troppa chiara coscienza di sé, tumultuoso, ma pieno di calore e pieno di ogni possibilità di sviluppo, e pieno soprattutto di fecondo spirito di iniziativa e di tenace volontà di azione, il socialismo italiano, nella mente dei suoi teorici, nella mente dei capi e degli ispiratori, aveva la triste sorte di essere avvicinato al più arido, secco, sterile, sconsolatamente sterile, pensiero del secolo XIX, al positivismo

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VERSO IL 21 GENNAIO (2)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Il popolo delle scimmie, in “L’Ordine Nuovo”, 2 gennaio 1921

Il fascismo è stato l’ultima “rappresentazione” offerta dalla piccola borghesia urbana nel teatro della vita politica nazionale. La miserevole fine dell’avventura fiumana è l’ultima scena della rappresentazione.

Essa può assumersi come l’episodio più importante del processo di intima dissoluzione di questa classe della popolazione italiana.

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VERSO IL 21 GENNAIO (1.)

A cura di Guido Liguori pubblichiamo ogni giorno, a partire da oggi 1 gennaio, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Lo Stato operaio, in “L’Ordine Nuovo”, 1° gennaio 1921

Una associazione può essere chiamata “partito politico” solo in quanto possiede una sua propria dottrina costituzionale, solo in quanto è riuscita a concretare e a divulgare una propria nozione dell’idea di Stato, solo in quanto è riuscita a concretare e a divulgare fra le grandi masse un suo programma di governo, atto ad organizzare praticamente, e cioè in condizioni determinate, con uomini reali e non astratti fantasmi di umanità, uno Stato.

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