«Letteratura e altre rivoluzioni»

Raul Mordenti, nel crocevia di un decennio di lotte e passioni

Edito da Bordeaux un volume dedicato allo scrittore e politico italiano. «Letteratura e altre rivoluzioni» a cura di Dohttps://futuraumanita.com/2021/04/25/letteratura-e-altre-rivoluzioni/menico Fiormonte e Paolo Sordi

di Lelio La Porta

Il 1968 è stato un anno eccezionale per la storia del nostro Paese e non soltanto. Si è aperto un decennio, fino al 1977, la cui storia è stata spesso ridotta a storytelling con il fine per nulla sottinteso di rimuoverla. Per conoscere a fondo quegli anni, per approcciarsi con sguardo e mente predisposti all’apprendimento al di fuori di ogni possibile manipolazione, non si può fare altro che rivolgersi a chi ne fu protagonista e, come tale, ne può parlare e scrivere con la cognizione di causa del soggetto che ha agito in prima persona in quella fase storica.

È IL CASO di Raul Mordenti il quale non fu soltanto un leader del Movimento Studentesco degli anni Sessanta del secolo scorso ma, sul decennio a cui prima si faceva riferimento, ha scritto testi importanti. A lui è dedicato un volume collettaneo introdotto da Alberto Asor Rosa (Letteratura e altre rivoluzioni. Scritti per Raul Mordenti, a cura di D. Fiormonte e P. Sordi, Bordeaux, pp. 297, euro 24,00).

IL LIBRO è diviso in tre parti: la prima (Letteratura, critica, filologia) presenta scritti di C. Cazalé Bérard, A. Bartoli Langeli, G. Liguori, G. Ragone; la seconda (Politica) raccoglie i saggi di A. Olivetti, C. F. Casula, Collettivo San Lorenzo (1968-1975); la terza (Informatica umanistica) vede i contributi di T. Orlandi, D. Buzzetti, D. Silvi, P. Monella. Le conclusioni sono affidate ai due curatori, Fiormonte e Sordi, attraverso un saggio il cui titolo è sintesi esplicativa del percorso di Mordenti: Testo-Politica-Computer: il trittico rivoluzionario di Raul Mordenti e sembra porsi quasi nell’ottica della ripresa e prosecuzione di un passaggio dell’Introduzione di Asor Rosa che suona così: «Per Mordenti la nuova critica del testo comporta anche l’acquisizione esperta e appassionata della semantica e dell’informatica» senza trascurare «l’attenzione ai meccanismi che la tradizione ci ha consegnato».

EMERGONO in modo abbastanza chiaro gli interessi di Mordenti, che sono anche le sue passioni: la letteratura, la critica letteraria coltivate costantemente tenendo presente la tradizione di cui scriveva Asor Rosa e, in questo senso, in primis, De Sanctis e lo stesso Gramsci; la politica, attraverso un impegno costante e ancora molto vivo, che trova la sua origine non soltanto nel Movimento Studentesco ma, e forse soprattutto, nelle esperienze che ne derivarono, prima fra tutte quella nel collettivo di San Lorenzo, da cui altre esperienze di lotta presero il via; l’informatica umanistica (sembrerebbe un ossimoro, ma Orlandi spiega bene di cosa si tratti) come nuovo approccio ai testi nel rispetto di «una salda coerenza di pensiero critico», come si legge in uno dei contributi del volume. Mordenti è lo «specialista+politico», di cui scriveva Gramsci, impegnato sul fronte della ricerca e su quello della battaglia per l’emancipazione delle classi subalterne.

Questo avviene attraverso molteplici attività: dalla partecipazione a presentazioni di libri alle lezioni in corsi di formazione, dagli innumerevoli scritti pubblicati anche online agli interventi di carattere strettamente politico come membro del Partito della Rifondazione Comunista. In queste occasioni Mordenti mostra la sua particolare predisposizione a ragionare con le altre e gli altri: chi ha avuto la fortuna di seguirlo in uno qualsiasi dei suoi interventi pubblici avrà di certo notato come, fra un’idea e l’altra, Mordenti inserisca sempre una semplice ma significativa frase:«approfondiremo durante la discussione».

TORNANDO tempo addietro da una visita al nostro carissimo amico e compagno, ma anche maestro, purtroppo da poco scomparso, Giuseppe Prestipino, ci si parava davanti la maestosità del «nuovo Olimpo» innalzato a Roma «a’ celesti»: la Cupola di San Pietro accarezzata da un sole tiepido. Siamo rimasti stupefatti, quasi inebriati da tanto spettacolo che, guardandoci, abbiamo concluso che è bello godere della bellezza del mondo soprattutto quando si è amici e compagni.

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