Parte il primo treno della felicità – 16 Dicembre 1945.

Giovanni Rinaldi                  (“Il Mulino” – 17.12.2020)

1945, l’Italia è libera da pochi mesi, dovunque distruzione e macerie. Dalla stazione di Milano, il 16 dicembre parte il primo treno speciale che porta 1.800 bambini a Reggio Emilia, dove altrettante famiglie, per la massima parte composte da militanti comunisti, li ospiteranno fino alla primavera.

Continua a leggere “Parte il primo treno della felicità – 16 Dicembre 1945.”

BRUNO CIARI. L’EREDITÀ DI UN INTELLETTUALE COMUNISTA

di Gennaro Lopez

Il 27 agosto 1970 moriva a Bologna Bruno Ciari, figura di educatore e dirigente comunista, che presenta aspetti di straordinaria attualità. Una personalità originale e complessa, che alcuni dati biografici aiutano a illuminare.

Nato a Certaldo il 16 aprile 1923, fu combattente antifascista, dirigente politico (segretario della locale sezione del Pci “Fratelli Cervi” dal maggio ’45 al settembre ‘46) e amministratore (consigliere comunale e assessore alla P.I. di Certaldo). La prima impronta alla sua cultura pedagogica fu data da Ernesto Codignola, di cui fu allievo a Firenze. Verso la fine del 1952 era entrato a far parte del Movimento della Tipografia a Scuola, costituito un anno prima a Fano da Giuseppe Tamagnini e ispirato alle tecniche didattiche di Freinet (da quella esperienza nascerà poi il Movimento di Cooperazione Educativa).

Continua a leggere “BRUNO CIARI. L’EREDITÀ DI UN INTELLETTUALE COMUNISTA”

E’ STATO BELLO ESSERE TRA I DANNATI

di Michele Prospero *Articolo scritto per “La Parola”- Cesena

E’ destino degli sconfitti essere esposti al ronzio delle chiacchiere dei nemici. E così i cent’anni del Pci sono diventati l’occasione per accanirsi sull’inoffensivo cadavere di quella temibile creatura nata in un teatro di Livorno. Gli ultimi e anche piccoli esemplari, insomma coloro che hanno avuto un qualche ruolo di guida in quello che fu il più grande partito di integrazione di massa d’occidente, sono spaesati ottuagenari e creativi avviati sulle orme di Greta o maschere della commedia inseriti nel mercato dell’opinare come telecronisti, registi, giallisti, documentaristi, romanzieri.

Continua a leggere “E’ STATO BELLO ESSERE TRA I DANNATI”

IL V CONGRESSO DEL PCI

di Lucia Fabi e Angelino Loffredi

Presso l’Aula Magna dell’Università di Roma, alle 14,30 del 29 dicembre del 1945, Pietro Secchia apre i lavori del V Congresso del PCI. Il precedente congresso i comunisti lo avevano tenuto in semiclandestinità nel lontano 1931, alla vigilia della presa del potere di Hitler, a Colonia, in Germania . I delegati presenti sono 1800, un numero elevatissimo. E’ la prima volta che tanti comunisti si ritrovano a discutere insieme in un clima di libertà. Lo fanno a soli sette mesi dalla fine della guerra inaugurando così la stagione dei congressi, non solo del partito comunista, ma anche di tutti gli altri partiti. Qualche settimana prima Alcide De Gasperi è diventato primo ministro di un governo di unità nazionale di cui anche i comunisti fanno parte.

Continua a leggere “IL V CONGRESSO DEL PCI”

L’internazionalismo, nella diversità

di Fulvio Lorefice

La spinta a collegare le sue vicissitudini a quelle del mondo circostante venne dalla guerra. In mare, negli angusti spazi di un sommergibile, l’irrequietezza giovanile si fece coscienza politica: «a me la dichiarazione di essere socialista» – scrive Barca il 25 luglio 1943, a esito del censimento politico sul sommergibile in cui è imbarcato – «è venuta spontanea» (Luciano Barca, Buscando per mare con la Decima Mas, 2013, p. 78). «Ci sono state a bordo, nelle ore di veglia, letture importanti, riflessioni critiche» ma «a sancire la scelta c’è l’arrivo a La Spezia» con l’«inatteso spettacolo» di «decine di bandiere rosse» (Barca, cit., 78-79

Continua a leggere “L’internazionalismo, nella diversità”