35 anni dalla fine del PCI

L'”associazione per la storia e la memoria del PCI – Futura Umanità” e l'”associazione culturale Enrico Berlinguer” vi invitano al convegno sui 35 anni dello scioglimento del PCI che si terrà mercoledì 4 febbraio alle ore 17:15, presso la sede dell’associazione Berlinguer di viale Opita Oppio, 24 (Roma).
Come e perché si giunse a questo esito?
L’incontro-dibattito sarà preceduto dalla proiezione del film “Cento anni dopo“.
Insieme all’autrice della pellicola Milena Fiore (Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e la regista Monica Mauer ne discutono Sergio Gentili (saggista e scrittore), Alexander Höbel (presidente associazione Futura Umanità) e Corrado Morgia (scrittore).
Coordina l’evento Verino Tinaburri.

l’Unità… riemersa e il ’56

A Pistoia, giovedì 27 novembre alle 17, presso l’Archivio Roberto Marini in Galleria Nazionale 9, grazie ai fondi della Regione Toscana, al sostegno avuto dalla Fondazione Caript e dai tanti volontari e amici, verranno presentati i risultati del restauro dei 252 volumi rilegati che conservano le edizioni originali de l’Unità dal 1949 al 1986.
Questo sarà anche un’occasione per discutere di come l’Unità e il PCI – così come le altre forze politiche di sinistra – affrontarono gli indimenticabili e tragici eventi dell’Ungheria nell’ottobre del 1956, commemorando al contempo il 110° anniversario dalla nascita di Pietro Ingrao e il decimo dalla sua scomparsa, momento in cui egli era direttore del giornale.
Moderati da Giacomo Signorini, che ha creato gli album di figurine sulla storia del PCI, parteciperanno il Presidente e Direttore dell’archivio Roberto Niccolai, insieme agli storici Alessandro Affortunati (“Il ’56, l’Unità e il PCI”) e Sergio Dalmasso (“Il ’56 e le altre sinistre”), oltre ad Anita Ferri (“L’Unità e la scienza”) e Mario Ruggiano dell’Associazione “Futura Umanità”, insieme a una delegazione della Regione Toscana.

“La pace al primo posto”, due anni dopo. Berlinguer al Mandela forum.

Di Daniela Belliti *

Il libro Enrico Berlinguer, La pace al primo posto. Scritti e discorsi 1972-1984, a cura di Alexander Höbel, Donzelli, è uscito nel 2023, appena un anno dopo l’inizio della guerra russo-ucraina. Sono passati già altri due anni e stiamo vivendo il periodo più buio e tragico dalla fine della Guerra fredda. Per questo rileggere ora gli scritti e i discorsi di Enrico Berlinguer sulla pace rappresenta in primo luogo un’operazione politica, una presa di posizione alternativa al mainstream del dibattito pubblico che si è sviluppato attorno alla crisi attuale dell’ordine internazionale (o dovremmo piuttosto dire “disordine globale”). Infatti, da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, e dopo quello che è successo e sta succedendo dal 7 ottobre 2023 in poi in tutto Medio Oriente, si sono imposte nel confronto politico e mediatico una nuova riabilitazione della guerra e una parallela opera di delegittimazione della pace.

Continua a leggere ““La pace al primo posto”, due anni dopo. Berlinguer al Mandela forum.”

I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer

Mercoledì 3 settembre ore 17, avrà luogo a Firenze, presso il “Nelson Mandela Forum” (piazza Berlinguer), l’inaugurazione della mostra “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”. Nell’ occasione sarà presentato il libro “La pace al primo posto” curato da Alexander Höbel. Seguiranno musiche dei Modena City Ramblers.

Il destino dell’uomo: una riflessione filosofico-politica

Di Lelio La Porta

(Il seguente articolo di Lelio La Porta è stato già pubblicato sul sito Parliamo di Socialismo, il 9 aprile scorso)

L’ultima pagina del romanzo che Italo Svevo pubblica nel 1923 (la prima guerra mondiale si è conclusa da cinque anni) sembra essere quasi una profezia di quello che accadrà il 6 e il 9 agosto del 1945 a Hiroshima e Nagasaki quando i bombardieri statunitensi sganciarono sulle due città nipponiche due bombe atomiche con l’obiettivo di porre fine al secondo conflitto mondiale, o meglio, visto che la Germania nazista si era arresa a maggio, di chiudere i conti con il Giappone, peraltro già in ginocchio, mostrando i muscoli atomici all’Urss:

Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie1.

Continua a leggere “Il destino dell’uomo: una riflessione filosofico-politica”