I comizi e il miele

Mercoledì 16 aprile alle ore 17:30 presso la libreria “Il mattone” di via Giacomo Bresadola, 36 (Centocelle, Roma) si terrà la presentazione del libro “I comizi e il miele. Quando Berlinguer andava in Abruzzo (1953-1982)” (Bordeaux Edizioni) di Francesco Di Vincenzo. Interverranno Alexander Höbel, Lelio La Porta e Donatello Santarone.

Berlinguer, l’Europa, le armi, la pace

L’intervista integrale a Enrico Berlinguer da cui è stato tratto il brano che vi proponiamo è stata pubblicata in “Critica Marxista” (1984, n. 1-2, pp. 15-16), con il titolo “L’Europa, la pace, lo sviluppo“.

Le forze politiche le quali sostengono che la difesa dell’Europa va cercata nella formazione di un terzo blocco militare si mettono in una posizione senza via di uscita. E non solo perché l’Europa, in questo modo, non eserciterebbe quella funzione di equilibrio e di moderazione che può e deve avere e che le è richiesta dal mondo progressivo extraeuropeo. Essa rinuncerebbe anche ad essere soggetto che coopera al superamento del sottosviluppo.
I paesi della Comunità, del resto, non hanno alcuna realistica possibilità di sostenere l’onere dell’armamento nucleare e degli altri armamenti che oggi integrano quello nucleare. L’Europa è come costretta, per sue intrinseche ragioni non solo economiche, a una politica di pace. A costringerla c’è il fatto che l’Europa è, tra Ovest ed Est, territorio di confine e di incrocio. Non solo una guerra totale, come è ovvio, ma anche una guerra locale, di “prova” e di “esibizione”, fra le massime potenze, avrebbe per l’Europa conseguenze di annichilimento. Non è un caso se oggi l’Europa è il luogo del mondo in cui si ha la maggiore concentrazione di strumenti di sterminio. Il nostro continente era tra i continenti quello a densità demografica maggiore…. Anche una guerra locale in Europa, ammesso che sia possibile, metterebbe fine a molta vita vivente e a questa grande vita divenuta testimonianza storica. La vita vivente conta certo più di quella trascorsa; ma anche questa umanità già vissuta conta in modo determinante. Aggiungo infine che se l’Europa prendesse la via di divenire un terzo blocco militare, la direzione della vita politica europea finirebbe per essere presa, prima o poi, da gruppi e caste reazionarie.

Tortorella, il pensiero critico e la scelta di vita di quella generazione di comunisti italiani

Di Michele Ciliberto

Il seguente articolo di Michele Ciliberto sulla scomparsa dello storico dirigente del Pci Aldo Tortorella è già stato pubblicato sul sito Strisca Rossa il 12 febbraio scorso.

Nei giorni scorsi si è parlato molto di Aldo Tortorella e lo si è fatto al presente, non al passato, giustamente. Aldo infatti è rimasto, come si dice, sulla breccia, fino all’ultimo momento ed anche in ospedale ha continuato a lavorare.

Se si riflette non è un comportamento eccezionale, ma un tratto tipico della generazione di dirigenti comunisti alla quale Aldo apparteneva: Napolitano, Chiaromonte, Reichlin, Macaluso, naturalmente Berlinguer: tutti nati negli anni ’20 del secolo scorso e tutti protagonisti della stessa “scelta di vita”, prima con l’attività antifascista, poi come militanti e dirigenti del Partito comunista italiano.

Come si sa, le generazioni contano, come una volta spiegò Togliatti, non sono un fatto cronologico ma qualcosa di più essenziale, profondamente innestato nelle trasformazioni dei processi storici.

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Presentazione “L’album del P.C.I.”

Lunedì 20 gennaio 2025 alle ore 18, presso il Circolo PRC-SE Maria Zevi di Roma, sarà presentato “L’album del Pci – 75 anni di storia e figurine“.
Intervengono Maurizio Acerbo, Alexander Höbel, Giacomo Signorini. Modera Michela Becchis
Seguirà aperitivo.

Enrico Berlinguer, connessioni politiche e sentimentali

Di Lelio La Porta

Il seguente articolo di Lelio La Porta è atat pubblicato sul numero de “il Manifesto” del 3 gennaio 2025. Si tratta della recensione del testo «I comizi e il miele», di Francesco di Vincenzo per Bordeaux Edizioni, sugli anni abruzzesi tra il 1953 e il 1982 del segretario del PCI Enrico Berlinguer.

Il lavoro di Francesco Di Vincenzo I comizi e il miele. Quando Berlinguer andava in Abruzzo (1953 – 1982) (Bordeaux, pp. 212, euro 24, prefazione di Ugo Baduel, postfazione di Donatello Santarone) è la ristampa, in occasione del 40° anniversario della scomparsa del segretario comunista, di un libro del 1985, allora uscito per l’editore Medium di Pescara (l’autore, purtroppo, è morto proprio quando la ristampa era in fase di realizzazione).

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Con le lenti di Marx. La riflessione sulla società contemporanea

Di Andrea Sonaglioni

Lunedì 18 novembre 2024 presso il Teatro di Porta Portese in Roma, Futura Umanità e l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra hanno organizzato il convegno dal titolo “Il compagno Paolo Ciofi – Socialismo e democrazia nel percorso di un comunista italiano”.

Il testo che segue è il contributo di Andrea Sonaglioni dal titolo “Con le lenti di Marx. La riflessione sulla società contemporanea”, buona lettura.

Quando il Professor Alexander Höbel, attuale, benché di lungo corso, Presidente di Futura Umanità mi ha chiamato chiedendomi di preparare una relazione sul Paolo Ciofi “economicus” che adopera le “lenti di Marx”, immediatamente dopo la paralisi iniziale, ho percepito innanzitutto quel senso di responsabilità verso un’Associazione che grazie prevalentemente all’iniziativa di Paolo e al suo impegno è stata fondata e ha promosso molteplici incontri, convegni e seminari col fine di valorizzare la storia e la memoria del P.C.I.; un’associazione che, viste le tendenze economico-sociali degli ultimi 35 anni, ritengo oltremodo necessaria, utile, forse per qualcuno, in qualche modo, un’associazione anche consolatoria, pur non volendolo assolutamente essere.

Dopodiché, sono stato travolto da un sentimento di autentica riconoscenza verso un compagno che – al di là della sua storia pubblica e politica e del portato affascinante che questa inevitabilmente ha ingenerato in me – ha avuto, tra le altre cose, proprio 10 anni fa esatti, la brillante idea, a seguito di un’iniziativa su Enrico Berlinguer a Monterotondo a cui ero stato invitato a parlare, di invitarmi ad aderire a Futura Umanità e a contribuire “secondo la propria capacità” alla vita dell’Associazione affiancando con grande umiltà e ammirazione i giganti che la animano e ne determinano la qualità delle sue iniziative.

Chiedo pertanto furbescamente venia, in anticipo, se l’elaborato odierno dovesse risultare in qualche passaggio troppo articolato, ma vi assicuro che fare ricerca, parola per parola, delle menzioni significative di Marx in Ciofi è una delle attività più dispendiose che abbia mai svolto.
Premesso ciò, proviamo ad addentrarci nell’oggetto della mia elaborazione.

(Il testo completo dell’articolo è consultabile in allegato)