Togliatti rivoluzionario e costituente

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In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Palmiro Togliatti, e in un momento nel quale da piu? parti la Costituzione della Repubblica italiana viene posta in discussione, abbiamo ritenuto opportuno raccogliere in volume le relazioni di Gianpasquale Santomassimo, Gianni Ferrara e Paolo Ciofi al convegno organizzato a Roma l’8 novembre 2013 da Futura Umanita? – Associazione per la storia e la memoria del Pci sul tema “Togliatti e la Costituzione della Repubblica democratica fondata sul lavoro”, della quale il segretario del Partito comunista italiano e? stato uno dei principali ideatori ed estensori. In appendice il testo integrale del promemoria di Togliatti sulle questioni del movimento operaio internazionale, passato alla storia come Memoriale di Yalta, redatto dal capo e fondatore del Pci poche ore prima del malore che lo colse nel campo di Artek in Crimea, e che lo porto? alla morte il 21 agosto 1964.

Paolo Ciofi, saggista e politico, è presidente di Futura Umanità – Associazione per la storia e la memoria del Pci;

Gianni Ferrara, costituzionalista, è professore emerito di diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma;

Gianpasquale Santomassimo, storico, ha insegnato nelle Università di Trieste e di Siena. È membro della Direzione della rivista Passato e presente.
INDICE

7 TOGLIATTI VERSO LA COSTITUZIONE – Gianpasquale Santomassimo

17 IL COSTITUENTE – Gianni Ferrara

20 Togliatti nella Prima Sottocommissione

41 Togliatti nella Commissione dei 75

46 Togliatti nell’Assemblea

48 A mo’ di conclusione

59 LA COSTITUZIONE VIA DEL SOCIALISMO – Paolo Ciofi

75 MEMORIALE DI YALTA

Interviste a Gianni Ferrara e Paolo Ciofi in occasione della presentazione del loro libro su Togliatti a 50 anni dalla morte del dirigente del PCI.

Interviste di Jacopo Venier, Riprese di Roberto Pietrucci, Montaggio di Simone Bucci

Subalternità culturale e sinistra. L’infinita telenovela sul “perfido” Togliatti. Di Alexander Hobel

pci-gramsci-togliattiL’operazione politico-culturale volta a colpire la figura di Palmiro Togliatti – presentandolo come nemico, traditore e occultatore di Antonio Gramsci, e magari complice sua della morte, anziché come il dirigente politico che più di chiunque altro seppe tutelarne, diffonderne e proseguirne l’elaborazione – ha trovato una nuova puntata nell’ultimo libro di Mauro Canali, Il tradimento. Gramsci, Togliatti e la verità negata, Marsilio 2013. Sul sito della International Gramsci Society (Igs) – Italia, Antonio di Meo  e Nerio Naldi  hanno già provveduto a smontare parte delle argomentazioni sostenute da Canali; e altri studiosi stanno facendo altrettanto in altre sedi. Tuttavia, come sempre accade in questi casi, i principali mezzi d’informazione non danno molto spazio a contributi critici di questo tipo, preferendo accrescere il coro dei “laudatores”. Colpisce e dispiace che a tale coro si sia aggiunta anche la rivista “Left”, che pure viene diffusa assieme a quella “Unità” di cui Gramsci fu fondatore. Pubblichiamo quindi la lettera che Guido Liguori, vicepresidente della nostra associazione e presidente della Igs-Italia, ha inviato alla redazione della rivista, esortandola a un diverso approccio nell’affrontare questioni così delicate. Per parte nostra, condividiamo le sue parole e quelle contenute nel citato intervento di Di Meo: «Per dar vita a un Togliatti “occultatore” del “vero” pensiero di Gramsci è stata necessaria la superba invenzione – stravagante e filologicamente molto fantasiosa – di un “Quaderno mancante”. Senza Togliatti, in realtà, sarebbero mancati tutti i 33 Quaderni ora a nostra disposizione!». Un fatto, questo, che non andrebbe mai dimenticato da parte di chi intenda ricostruire la complessa vicenda del rapporto tra due dirigenti politici (e due intellettuali) così importanti nella storia italiana del XX secolo.

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Cara redazione di Left,

sono rimasto molto dispiaciuto nel vedere nel numero della rivista oggi in edicola una intervista di Elisabetta Amalfitano a Mauro Canali che è semplicemente una esaltazione acritica delle tesi dello studioso sul presunto “tradimento” di Gramsci da parte di Togliatti. Si dovrebbero sentire in proposito più “campane”, non spingere l’opinione pubblica in una sola direzione, spacciando per ormai scontate tesi interpretative che sono invece estremamente controverse nella comunità scientifica. Come presidente della International Gramsci Society Italia, parte di una libera comunità di studiosi diffusa in tutto il mondo, vi invito a visitare il nostro sito (www.igsitalia.org) , dove troverete due recensioni, di Antonio Di Meo e Nerio Naldi, che smontano completamente le tesi di Canali. Se poi volete fare anche la fatica di leggere qualcosa di più ampio, vi rimando alla raccolta di scritti togliattiani su Gramsci da me curata e ripubblicata recentemente da Editori Riuniti university press, con una introduzione sui rapporti tra i due autori. Ho la speranza che possiate dare una informazione più completa e meno unilaterale. Cordiali saluti,

Guido Liguori Presidente della International Gramsci Society Italia (Igs Italia)

Scritti su Gramsci. Palmiro Togliatti a cura di Guido Liguori. Editori Riuniti 2013

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Gli Editori Riuniti hanno ripubblicato la raccolta di interventi di Togliatti su Gramsci intitolata “Scritti su Gramsci”, curata nel 2001 da Guido Liguori.

[…] Non riesco a trovare, nella storia dell’ultimo secolo del nostro paese, una figura che gli stia a pari, dopo la scomparsa dei grandi del Risorgimento. […] Nella sua vita la dialettica della lotta tra la volontà e la ragione e le spinte oggettive naturali e sociali assume però le note del dramma, che non tanto prelude, quanto è già un atto vissuto della ricerca morale dei tempi nostri. […] Così ci appare egli oggi, nella unità inscindibile della lotta politica da lui condotta e della riflessione quieta (ma non sempre…) dei Quaderni del carcere. Antonio Gramsci è la coscienza critica di un secolo di storia del nostro paese. […] Conta più di tutto quel nodo, sia di pensiero, sia d’azione, nel quale tutti i problemi del tempo nostro sono presenti e si intrecciano. È anche un nodo di contraddizioni, lo so; ma sono contraddizioni che trovano la loro soluzione non in un pacifico giuoco di formule scolastiche, ma nell’affermazione di una ragione inesorabilmente logica, di una verità spietata e della costruzione operosa di una nuova personalità umana, in lotta non solo per comprendere, ma per trasformare il mondo. Palmiro Togliatti (da Gramsci un uomo, 1964)

[…] Andando al di là di alcuni elementi indubbiamente datati e anche fuorvianti, facilmente individuabili, dovuti al contesto storico in cui questi interventi furono composti […] gli scritti e i discorsi di Togliatti su Gramsci offrono elementi e spunti di rilievo, molti dei quali sono stati a lungo ignorati o non adeguatamente valorizzati. Togliatti per primo, e con migliore conoscenza di chiunque altro, ha indicato elementi importanti per comprendere il percorso del suo antico compagno di studi prima e di militanza e di lotta politica poi. Basti per tutti ricordare l’affermazione […] per cui gli scritti gramsciani potranno essere compresi pienamente solo da chi avrà conquistato una conoscenza approfondita dell’attività politica di Gramsci: indicazione, questa, che è stata raccolta fin dagli anni Sessanta-Settanta per quel che concerne gli scritti precarcerari, ma che solo negli ultimi anni è stata seguita facendo registrare consistenti progressi anche per quel che riguarda gli anni del carcere. […] (Dalla prefazione alla presente edizione)

Guido Liguori, è docente di Storia del pensiero politico contemporaneo presso l’Università della Calabria, presidente della International Gramsci Society Italia e caporedattore della rivista di cultura politica «Critica marxista». È autore tra l’altro dei seguenti libri: Gramsci. Guida alla lettura (con Chiara Meta, 2005); Sentieri gramsciani (2006, vincitore del Premio Sormani, tradotto in Brasile); La morte del Pci (2009, pubblicato anche in Francia). Ha curato nel 2009 con Pasquale Voza il Dizionario gramsciano 1926-1937, contenente oltre 600 voci scritte da 60 specialisti di diversi paesi.

GUIDO LIGUORI

INDICE

7 Prefazione alla nuova edizione

9 Introduzione di Guido Liguori

40 Nota ai testi Scritti su Gramsci

47 Antonio Gramsci un capo della classe operaia

52 In memoria di Antonio Gramsci

65 Antonio Gramsci capo della classe operaia italiana

99 La politica di Gramsci

102 L’eredità letteraria di Gramsci

104 Lezione di marxismo

107 L’insegnamento di Antonio Gramsci

115 Discorso su Gramsci nei giorni della Liberazione

126 Gramsci, la Sardegna, l’Italia

138 Antonio Gramsci e don Benedetto

140 Pensatore e uomo di azione

160 Gramsci sardo 166

L’antifascismo di Antonio Gramsci

193 Storia come pensiero e come azione

203 Attualità del pensiero e dell’azione di Gramsci

224 Il leninismo nel pensiero e nell’azione di A. Gramsci (Appunti)

247 Gramsci e il leninismo

276 La formazione del gruppo dirigente del Partito comunista italiano nel 1923-24

302 Gramsci e la legge contro la massoneria

309 Rileggendo «L’Ordine Nuovo» 320 Gramsci, un uomo

324 Indice dei nomi

Ricordiamo agli iscritti di Futura Umanità che gli Editori Riuniti riservano lo sconto del 30% applicato al prezzo di copertina per tutti i libri pubblicati con i marchi Editori Riuniti e Editori Riuniti University Press.

Come definire la Repubblica

Intervento di Palmiro Togliatti all’Assemblea Costituente del 22 marzo 1947

Qui si tratta di scegliere tra due formule: «Repubblica democratica fondata sul lavoro» oppure «Repubblica democratica fondata sui diritti di libertà e sui diritti del lavoro».
Queste due formule vengono presentate dopo che è stata respinta la formula da noi presentata, alla quale avevano aderito alcuni gruppi e che diceva: «Repubblica democratica di lavoratori».
Di fronte all’alternativa che adesso si presenta, devo dichiarare a nome del gruppo al quale appartengo, che noi preferiamo la formula proposta dall’onorevole Fanfani: «Repubblica democratica fondata sul lavoro».
Il motivo mi sembra evidente: prima di tutto la formula del collega Fanfani è quella che piú si avvicina a quella che noi avevamo presentato. Per questo semplice motivo, noi avremmo il dovere di votarla.
Per la sostanza, la formula «Repubblica fondata sul lavoro», si riferisce a un fatto di ordine sociale, e quindi è la piú profonda; mentre la formula che viene presentata dall’onorevole La Malfa ed altri colleghi, trasferendo la questione sul campo strettamente giuridico e introducendo anche una terminologia poco chiara e poco popolare sui «diritti di libertà» e «di lavoro», ci sembra sia da
respingere. Da ultimo, essa se mai non è appropriata a questa parte della Costituzione, ma appartiene alla seconda parte, alla parte successiva.
Per questi motivi, il nostro gruppo voterà contro la formula dell’onorevole La Malfa e in favore della formula dell’onorevole Fanfani.