Giacomo Princigalli. Un ricordo

di Giorgio Mele*

Quando Achille Occhetto alla Bolognina annunciò che il Pci sarebbe sparito cambiò in primo luogo la storia italiana, niente sarebbe rimasto come prima sotto tuti i punti di vista, storico, politico, sociale, culturale, simbolico, sentimentale. Scompariva una comunità che aveva costruito la democrazia italiana tra mille avvenimenti e pericoli.

Ma il primo vero mutamento avvertibile subito dopo l’annuncio di Occhetto riguardò i rapporti tra i compagni. Amicizie, collaborazioni, solidarietà, amori vennero investiti da questo terremoto. Ricordo la prima discussione molto accesa sotto Botteghe oscure davanti alla libreria Rinascita con una compagna con cui avevamo lavorato insieme per 20 anni. E poi tante altre discussioni, litigate. Fino ad allora i rapporti tra compagni e compagne erano caratterizzati da collaborazioni senza rigidità anche in presenza di posizioni diverse. Dopo quel dodici novembre 1989 si crearono inevitabilmente gli schieramenti pro e contro la proposta del segretario i rapporti interni anche personali si ridefinirono, scomponendosi e ricomponendosi su un altro livello.

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La Pace al primo posto

Presentazione del volume di Enrico Berlinguer, La pace al primo posto. Scritti e discorsi di politica internazionale (1972-1984), a cura di Alexander Höbel, presso la Casa della cultura, via Borgogna 3, Milano.
Interventi di:
Sandro Antoniazzi
Marco Fumagalli
Fiorella Imprenti
Giorgio Vecchio.
Con la partecipazione del curatore.

Pace, distensione, multipolarismo. La lezione del Pci e del socialismo europeo

Venerdì 29 settembre alle ore 18, presso la Casa della Sinistra, via Zabaglia 22 (Roma), Alexander Höbel, Paolo Borioni e Silvana Pisa, moderati da Giorgio Mele, discuteranno di “Pace, distensione, multipolarismo. La lezione del Pci e del socialismo europeo”, a partire dal libro di Enrico Berlinguer, La pace al primo posto. Scritti e discorsi di politica internazionale (1972-1984), a cura A. Höbel (Donzelli editore, 2023).

Il Cile e l’Italia a 50 anni dal golpe (Palazzo comunale di Pistoia, 2023.09.22)

Registrazione della conferenza di venerdì 22 settembre 2023 tenuta presso il Palazzo Comunale di Pistoia, dal titolo “Il Cile e l’Italia a 50 anni dal golpe”. Sono intervenuti:
· Andrea Mulas: “Da Allende a Berlinguer”;
· Diego Giachetti: “L’11 settembre della sinistra parlamentare”;
· Alexander Höbel: “Berlinguer ed il compromesso storico”;
· Stefano Bartolini: “La storia di murale di Montioliveto;
· Enrico Calamai: “Testimonianza: il Cile ed il mondo 50 anni dopo”.

Gramsci a Vienna e il partito

Di Lelio La Porta

Lo scritto che segue vuole proporre un’analisi del percorso di formazione del gruppo dirigente del partito comunista nel periodo 1923-1924 attraverso una ricostruzione che si avvale di diversi documenti, soprattutto lettere, per capire come Gramsci, operando da Vienna, costruì intorno a sé il nucleo di dirigenti che guidò il Pcd’I.

L’autore si è avvalso di parti, da lui stesso tradotte, di un volume appena pubblicato in francese (Romain Descendre e Jean-Claude Zancarini, L’oeuvre-vie d’Antonio Gramsci, Éditions La Découverte, Paris, 2023; si tratta di due studiosi di Gramsci), integrate da riflessioni personali intorno al “pensiero vivente” (possibile traduzione del titolo del volume) che proietta sul nostro presente lo sforzo di ricerca dell’unità della sinistra compiuto da Gramsci in quegli anni di ferro e di fuoco.

L’idea di questo scritto è nata dalla tessera 2023 della nostra Associazione in cui compare la copertina di una delle edizioni del volume togliattiano intorno alla formazione del gruppo dirigente comunista nel 1923-1924.

Mi auguro che il tedio non assalirà quante fra le nostre compagne e quanti fra i nostri compagni vorranno affrontare la lettura dello scritto, necessariamente ponderoso, visto l’argomento, credendo, in quanto autore, di essere stato ponderato.

Ricordo di Togliatti

Di Sergio Gentili

Il 21 agosto del 1964 moriva Palmiro Togliatti. Insieme a Gramsci, Longo, Terracini, Camilla Ravera, Scoccimarro, Bordiga e tanti altri, fondarono il Pcd’I.

Combatterono il fascismo e mentre tutti i partiti democratici cessavano di esistere, i comunisti furono i soli a far vivere nella clandestinità il proprio partito.

Pagarono personalmente e duramente la scelta di essere antifascisti e rivoluzionari: ressero per decenni il carcere, il confino e la lontananza. Gramsci subì l’ingiuria del carcere e la morte che ne conseguì. Combatterono contro il fascismo in Spagna e nella Resistenza italiana, diressero la lotta unitaria di Liberazione dal nazifascismo. Furono, insieme ad altri, fondatori e costruttori della nuova democrazia. Scrissero la Costituzione italiana. Subirono la divisione del mondo in blocchi ostili e la guerra fredda. Furono dalla parte dei popoli che si liberavano dallo sfruttamento colonialistico. Sostennero l’Unione sovietica consapevoli della rottura storica che essa aveva determinato nel mondo e della carica liberatrice che la rivoluzione d’Ottobre, guidata da Lenin, ebbe per i popoli dell’impero russo, per la Cina, per i popoli sottoposti allo sfruttamento colonialista e per la classe operaia del mondo occidentale: per centinaia e centinaia di milioni di persone.

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