Gramsci a Vienna e il partito

Di Lelio La Porta

Lo scritto che segue vuole proporre un’analisi del percorso di formazione del gruppo dirigente del partito comunista nel periodo 1923-1924 attraverso una ricostruzione che si avvale di diversi documenti, soprattutto lettere, per capire come Gramsci, operando da Vienna, costruì intorno a sé il nucleo di dirigenti che guidò il Pcd’I.

L’autore si è avvalso di parti, da lui stesso tradotte, di un volume appena pubblicato in francese (Romain Descendre e Jean-Claude Zancarini, L’oeuvre-vie d’Antonio Gramsci, Éditions La Découverte, Paris, 2023; si tratta di due studiosi di Gramsci), integrate da riflessioni personali intorno al “pensiero vivente” (possibile traduzione del titolo del volume) che proietta sul nostro presente lo sforzo di ricerca dell’unità della sinistra compiuto da Gramsci in quegli anni di ferro e di fuoco.

L’idea di questo scritto è nata dalla tessera 2023 della nostra Associazione in cui compare la copertina di una delle edizioni del volume togliattiano intorno alla formazione del gruppo dirigente comunista nel 1923-1924.

Mi auguro che il tedio non assalirà quante fra le nostre compagne e quanti fra i nostri compagni vorranno affrontare la lettura dello scritto, necessariamente ponderoso, visto l’argomento, credendo, in quanto autore, di essere stato ponderato.

Ricordo di Togliatti

Di Sergio Gentili

Il 21 agosto del 1964 moriva Palmiro Togliatti. Insieme a Gramsci, Longo, Terracini, Camilla Ravera, Scoccimarro, Bordiga e tanti altri, fondarono il Pcd’I.

Combatterono il fascismo e mentre tutti i partiti democratici cessavano di esistere, i comunisti furono i soli a far vivere nella clandestinità il proprio partito.

Pagarono personalmente e duramente la scelta di essere antifascisti e rivoluzionari: ressero per decenni il carcere, il confino e la lontananza. Gramsci subì l’ingiuria del carcere e la morte che ne conseguì. Combatterono contro il fascismo in Spagna e nella Resistenza italiana, diressero la lotta unitaria di Liberazione dal nazifascismo. Furono, insieme ad altri, fondatori e costruttori della nuova democrazia. Scrissero la Costituzione italiana. Subirono la divisione del mondo in blocchi ostili e la guerra fredda. Furono dalla parte dei popoli che si liberavano dallo sfruttamento colonialistico. Sostennero l’Unione sovietica consapevoli della rottura storica che essa aveva determinato nel mondo e della carica liberatrice che la rivoluzione d’Ottobre, guidata da Lenin, ebbe per i popoli dell’impero russo, per la Cina, per i popoli sottoposti allo sfruttamento colonialista e per la classe operaia del mondo occidentale: per centinaia e centinaia di milioni di persone.

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La pace al primo posto. La presentazione a Teleambiente

Pubblichiamo il video della presentazione a Teleambiente del libro di Enrico Berlinguer “La pace al primo posto”, a cura di Alexander Hobel (Donzelli 2023) con la partecipazione di Giuseppe Vecchio, del presidente dell’Ars Vincenzo Vita e dell’autore.

«Io c’ero» di Pino Santarelli su Luigi Longo

Di Alberto Olivetti

Divano. La rubrica settimanale di arte e società de “Il Manifesto” (9 giugno 2023). A cura di Alberto Olivetti

Nel 1968 Luigi Longo, segretario del Partito comunista italiano, aprì al movimento studentesco e condannò l’intervento del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia. Proprio nell’autunno del 1968 Longo fu colpito da una malattia che ne ridusse le forze. Ai cinque anni della ‘piena’ segreteria di Longo, dalla successione a Togliatti nel 1964 al XII Congresso del PCI nel 1969 a Bologna (quando verrà affiancato da Enrico Berlinguer eletto alla vicesegreteria), Alexander Höbel ha dedicato uno studio assai ricco e puntuale, Il PCI di Luigi Longo.

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