
ATTUALITA’ DEL SOCIALISMO


Questo è l’ultimo articolo scritto da Gramsci prima dell’inizio del congresso di Livorno (il 15 gennaio)-, poi infatti è a Livorno

È caso od è fortuna quella che vuole che il Congresso del Partito socialista italiano si raduni a Livorno nel giorno anniversario del sacrificio di Carlo Liebknecht? Noi non crediamo né alle date fatali né alle fatidiche coincidenze della storia, e non crediamo nemmeno che lo spirito dei morti abbia potere di ritornare tra i vivi e di ispirarli. Ma se quelli di cui si commemora la fine sono i “nostri” morti, sono coloro che caddero con le armi levate nel fervore della lotta, e con lo spirito teso, nelle alternative disperate del combattimento, a resistere, ad attendere, a sperare – di questi morti anche noi sentiamo la vitalità eterna, sentiamo noi pure la permanenza dello spirito loro, animatore, tra di noi, per questi morti anche noi, quasi, ci sentiamo di ripetere le parole della fiduciosa superstizione cristiana: essi sono vivi ancora, e giudicano, e attendono. In realtà, siamo noi stessi che giudichiamo e attendiamo, ma vogliamo pensare l’azione e il giudizio nostro, in questi momenti supremi, come ispirati, quasi dettati da un insegnamento sorgente dalla vita di chi tanto più intensamente di noi ha operato per l’affermazione e la vittoria dei principi nostri.
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A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.
A. Gramsci, Forza e prestigio, in “L’Ordine Nuovo”, 14 gennaio 1921
La relazione con la quale l’attuale Direzione del Partito Socialista Italiano presenta al Congresso di Livorno l’attività propria e di tutto il partito negli ultimi quindici mesi è degna, in realtà, nel suo arido schematismo burocratico, di quella che è stata in questi mesi la vita del partito e quasi sembra fatta apposta per concludere, senza variare di stile, un periodo che forse non sarà ricordato se non perché in esso è maturata nell’avanguardia rivoluzionaria del proletariato italiano la coscienza della necessità di spezzare l’unità formale e burocratica del Partito Socialista per raggiungere nel Partito Comunista una unità sostanziale di azione e di pensiero.
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A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.
Il Congresso di Livorno è destinato a diventare uno degli avvenimenti storici più importanti della vita italiana contemporanea. A Livorno sarà finalmente accertato se la classe operaia italiana ha la capacità di esprimere dalle sue file un partito autonomo di classe, sarà finalmente accertato se le esperienze di quattro anni di guerra imperialista e di due anni di agonia delle forze produttive mondiali hanno valso a rendere consapevole la classe operaia italiana della sua missione storica.
Continua a leggere “VERSO IL 21 GENNAIO (10)”A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

I giornali borghesi diffondono in milioni di esemplari la prefazione che Filippo Turati ha scritto per il libro del comm. Pozzani e di Gregorio Nofri: La Russia com’è. La prefazione è un monumento di ipocrisia democratica e di sfacelo morale. Filippo Turati si pone infatti nella situazione di uno che vuol “difendere” la classe operaia italiana dalla “congiura del silenzio”, dalla “diplomazia segreta”, dalle “disoneste parole di bugia” sulla Russia dei Soviet; e viene subito, spontanea, la domanda: – Perché questo amore di verità, perché questa onestà di parola Filippo Turati non ha messo al servizio della classe operaia italiana durante la guerra imperialista?
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A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.
Gli avvenimenti di Fiume non hanno dato luogo a nessuna discussione proficua nei giornali del Partito. Il compagno Serrati si è limitato, in seguito ad alcune pubblicazioni tendenziose dei giornali borghesi, a porre domande di carattere personale ai compagni Repossi e Bombacci: intenzione del Serrati era, evidentemente, non di promuovere una discussione generale sulla tattica che il Partito della classe operaia può e deve seguire in determinate circostanze, ma solo di promuovere uno scandaletto cosiddetto piccante, e di dare nuovo fieno agli scrittori dei giornaletti di provincia che, a scopo di congresso, avrebbero in questi ultimi giorni ruminato il nuovo motivo: d’annunziani, d’annunziani!
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