VERSO IL CENTENARIO DEL P.C.I.

di Corrado Morgia

Alcune considerazioni sull’opera e sul pensiero politico di Enrico Berlinguer

   Nella prospettiva del prossimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Italiano, che ricorre il 21 gennaio del 2021, cercherò di sviluppare alcune osservazioni sulla figura di Enrico Berlinguer senza nessuna pretesa di completezza dell’analisi o di esaurimento di un un tema così complesso e ricco di problematiche, non solo di ordine storico e politico, ma anche ideale e culturale.

L’anticomunismo triste di Ezio Mauro

di Luca Cangemi da Marx XXI del 18/12/2020

Con La dannazione. 1921. La sinistra divisa all’alba del fascismo (Feltrinelli editore, 2020), libro dedicato alla scissione di Livorno e alla nascita del Partito Comunista, Ezio Mauro completa la trilogia anticomunista iniziata con L’anno del ferro e del fuoco (a cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre) e proseguita con Anime prigioniere (a trenta anni dalla caduta del Muro di Berlino).

Sono libri che non si segnalano certo per l’accuratezza e le novità della ricerca storica (per le quali, se non altro, manca il tempo: in questi, pochi, anni oltre alla trilogia Mauro ha scritto diversi altri volumi, su argomenti importanti e innumerevoli articoli impegnativi). Eppure sono libri che vanno analizzati attentamente.

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Parte il primo treno della felicità – 16 Dicembre 1945.

Giovanni Rinaldi                  (“Il Mulino” – 17.12.2020)

1945, l’Italia è libera da pochi mesi, dovunque distruzione e macerie. Dalla stazione di Milano, il 16 dicembre parte il primo treno speciale che porta 1.800 bambini a Reggio Emilia, dove altrettante famiglie, per la massima parte composte da militanti comunisti, li ospiteranno fino alla primavera.

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E’ STATO BELLO ESSERE TRA I DANNATI

di Michele Prospero *Articolo scritto per “La Parola”- Cesena

E’ destino degli sconfitti essere esposti al ronzio delle chiacchiere dei nemici. E così i cent’anni del Pci sono diventati l’occasione per accanirsi sull’inoffensivo cadavere di quella temibile creatura nata in un teatro di Livorno. Gli ultimi e anche piccoli esemplari, insomma coloro che hanno avuto un qualche ruolo di guida in quello che fu il più grande partito di integrazione di massa d’occidente, sono spaesati ottuagenari e creativi avviati sulle orme di Greta o maschere della commedia inseriti nel mercato dell’opinare come telecronisti, registi, giallisti, documentaristi, romanzieri.

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IL V CONGRESSO DEL PCI

di Lucia Fabi e Angelino Loffredi

Presso l’Aula Magna dell’Università di Roma, alle 14,30 del 29 dicembre del 1945, Pietro Secchia apre i lavori del V Congresso del PCI. Il precedente congresso i comunisti lo avevano tenuto in semiclandestinità nel lontano 1931, alla vigilia della presa del potere di Hitler, a Colonia, in Germania . I delegati presenti sono 1800, un numero elevatissimo. E’ la prima volta che tanti comunisti si ritrovano a discutere insieme in un clima di libertà. Lo fanno a soli sette mesi dalla fine della guerra inaugurando così la stagione dei congressi, non solo del partito comunista, ma anche di tutti gli altri partiti. Qualche settimana prima Alcide De Gasperi è diventato primo ministro di un governo di unità nazionale di cui anche i comunisti fanno parte.

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