Letture, presentazioni, autoformazione, confronti

Domani, 15 maggio, ore 19, presso LAB!PUZZLE BENECOMUNE, a Roma (Via Monte Meta 21- Tufello), si terrà la presentazione del libro “I manuali scritti di storia dell’epoca fascista. Il consenso costruito a scuola con menzogne, omissioni e censure” curato da Lelio La Porta.
Intervengono con il curatore Raul Mordenti e Diana La Porta.
Vi aspettiamo tutte e tutti!

Berlinguer internazionalista

Giovedì 8 e venerdì 9 maggio, presso la Sala Anziani di Palazzo D’Accursio (Piazza Maggiore 6, Bologna), si terrà il convegno dal titolo “Berlinguer internazionalista”.
Il convegno si propone di analizzare da un punto di vista storiografico le forme molteplici dell’internazionalismo di Enrico Berlinguer. I contributi abbracciano l’intera parabola politica dell’ex segretario, descrivendo un arco temporale che muove dalla fine degli anni Quaranta e che si conclude in corrispondenza della scomparsa di Berlinguer. Gli interventi si articoleranno secondo una scansione di natura tematica, capace di descrivere la pluralità di temi e obiettivi di cui l’internazionalismo berlingueriano si fece interprete.
Si prenderanno in esame i nessi esistenti tra le declinazioni di questa visione internazionalista e il contesto europeo; la configurazione della politica berlingueriana nell’orizzonte dei comunismi internazionali; l’attenzione rivolta alla dimensione transatlantica e sudamericana; la tematizzazione della centralità del Sud globale nell’elaborazione politico-intellettuale di Berlinguer. Le questioni della pace e della guerra, il rapporto tra sviluppo economico ed eguaglianza sociale, la centralità della cooperazione internazionale e l’emergere dei “globalismi” rappresentano dunque alcuni degli aspetti tematici che animeranno il convegno.

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I manuali di Storia dell’epoca fascista

Giovedì 8 maggio, alle ore 17:30, nell’ambito della mostra “80 volte Bella Ciao!” (a cura di Roberto Gramiccia) allestita presso La Vaccheria di Via Giovanni L’Eltore 35 (Roma), si terrà la presentazione del volume “I manuali di storia dell’epoca fascista. Il consenso costruito a scuola con menzogne, omissioni e censure” (acro-pòlis in folio, Trieste 2025) a cura di Lelio La Porta.
Introduce Roberto Gramiccia, interviene il Prof. Andrea Ceccarelli, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico e delle Scienze Umane «Benedetto da Norcia», sarà presente il curatore.
Diana La Porta leggerà alcuni brani del libro.

La mostra è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale in collaborazione con l’ANPI nazionale e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura nonché il contributo del IX Municipio.

Contro la riscrittura della storia. La bandiera rossa non si censura

Alla cortese attenzione della dott.ssa Yvonne A. Mazurek,
direttrice del cimitero acattolico di Roma

Gent. dott.ssa Yvonne A. Mazurek,


Le scriviamo per esprimere, come Direttivo di “Futura Umanità. Associazione per la storia e la memoria del Pci”, la nostra sorpresa e la nostra protesta per quanto avvenuto ieri 27 aprile presso il Cimitero acattolico da Lei diretto.


Alcune nostre iscritte e alcuni nostri iscritti, presenti alle ore 11 per rendere omaggio alla tomba di Antonio Gramsci in occasione dell’88º anniversario della morte del comunista sardo (che è anche il saggista italiano più conosciuto e tradotto nel mondo dai tempi di Machiavelli), hanno ascoltato con stupore e disappunto la richiesta da Lei avanzata di abbassare una bandiera rossa presente tra il numeroso pubblico convenuto, con l’argomento che essa avrebbe recato offeso alla memoria di altri morti sepolti nei pressi.


Respingiamo fermamente questo tentativo di riscrivere la storia: in Italia la bandiera rossa è infatti la bandiera di chi ha lottato per il progresso sociale e la dignità del lavoro, di chi ha combattuto il fascismo e sconfitto il nazismo, di chi ha contribuito a fondare la nostra Repubblica e le ha dato una Costituzione democratica. È incontestabilmente la bandiera di Antonio Gramsci. È ipocrita volere celebrare e ricordare il grande comunista italiano fondatore del Pci e al tempo stesso proibire di salutarlo con la sua bandiera. È inaccettabile vietarlo equiparandola implicitamente ai simboli delle dittature fasciste che la nostra Costituzione proibisce.


Protestiamo fermamente per tutto questo e rivendichiamo la piena legittimità, anche nei suoi simboli e nelle sue bandiere, di quella che è stata una componente fondamentale della storia della democrazia italiana. I comunisti e i democratici italiani difenderanno sempre la memoria della Resistenza al fascismo e di Antonio Gramsci e per ogni bandiera rossa fatta abbassare sono pronti ad alzarne altre cento.

Il Comitato direttivo di “Futura Umanità. Associazione per la storia e la memoria del PCI”

Roma, 28 aprile 2025

L’insurrezione del 25 aprile ha dato all’Italia la dignità di popolo, di pace, democratico e civile

di Sergio Gentili

Per noi che frughiamo nella storia per trovare parte delle ragioni del presente,

gli anniversari sono sempre momenti di riflessione istruttiva.

Il 25 aprile è una data simbolo della storia d’Italia e una buona occasione per

ripercorrere momenti della nostra storia. In questi anni di offensiva

ideologica delle peggiori destre, l’esigenza di ricostruire le vicende appare

necessaria e urgente.

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