
Martedì 4 marzo, alle ore 18, presso il teatro di Porta Portese (via Portuense, 102, Roma) verrà rappresentato il reading-spettacolo “Parola di Berlinguer”, a cura di Sergio Gentili e Lelio La Porta.
L’ingresso è libero. Vi aspettiamo.

Martedì 4 marzo, alle ore 18, presso il teatro di Porta Portese (via Portuense, 102, Roma) verrà rappresentato il reading-spettacolo “Parola di Berlinguer”, a cura di Sergio Gentili e Lelio La Porta.
L’ingresso è libero. Vi aspettiamo.

Maurizio Acerbo

“La Resistenza nel Nord? Per me significa Eugenio Curiel, la persona a cui sono – stato più vicino
dall’autunno del 1943 al febbraio del 1945». Elio Vittorini
Ottanta anni fa, il 24 febbraio 1945, alla vigilia della Liberazione, veniva assassinato a Milano dai
fascisti Eugenio Curiel, nome di battaglia Giorgio.
«Sconosciuto ucciso durante la fuga»: con questo titolo a una colonna nella pagina della cronaca
milanese il giornale fascista II Lavoro dava notizia, il 25 febbraio 1945, dell’assassinio di Eugenio
Curiel.
Il partito darà la notizia con un articolo dello scrittore Elio Vittorini a ricordo del compagno ucciso
che uscì su L’Unità e su Epoca Nuova (organo centrale del Fronte della Gioventù) rispettivamente il 9 e il 27 aprile del ’45 spiegando “chi era”:

Mercoledì 19 febbraio a Firenze presentazione di “I Marx del Pci”, libro a cura di Lelio La Porta e Guido Liguori tratto dal convegno omonimo di Futura Umanità del gennaio 2024.
Di Michele Ciliberto
Il seguente articolo di Michele Ciliberto sulla scomparsa dello storico dirigente del Pci Aldo Tortorella è già stato pubblicato sul sito Strisca Rossa il 12 febbraio scorso.

Nei giorni scorsi si è parlato molto di Aldo Tortorella e lo si è fatto al presente, non al passato, giustamente. Aldo infatti è rimasto, come si dice, sulla breccia, fino all’ultimo momento ed anche in ospedale ha continuato a lavorare.
Se si riflette non è un comportamento eccezionale, ma un tratto tipico della generazione di dirigenti comunisti alla quale Aldo apparteneva: Napolitano, Chiaromonte, Reichlin, Macaluso, naturalmente Berlinguer: tutti nati negli anni ’20 del secolo scorso e tutti protagonisti della stessa “scelta di vita”, prima con l’attività antifascista, poi come militanti e dirigenti del Partito comunista italiano.
Come si sa, le generazioni contano, come una volta spiegò Togliatti, non sono un fatto cronologico ma qualcosa di più essenziale, profondamente innestato nelle trasformazioni dei processi storici.
Di Francesco Barbagallo

Con Aldo Tortorella muore l’ultimo importante dirigente del Partito comunista italiano. Giovanissimo combatté da partigiano a Genova e Milano. Sempre nell’Università milanese si laureò in filosofia con Antonio Banfi, maestro del razionalismo critico, militante comunista nella Resistenza, allievo e successore di Pietro Martinetti epurato dal fascismo nel 1931 per non aver giurato fedeltà al regime. Fu sempre legato a Milano, dove diresse anche la Federazione comunista. Ma era napoletano perché qui era nato nel 1926 e proveniva da una famiglia di banchieri del tempo dei Borbone e dei Savoia.