La Rivoluzione contro “Il Capitale”

Di Antonio Gramsci

In occasione dell’ anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, per ricordare il grande evento che diede la sua impronta a tutto il XX secolo e oltre, pubblichiamo in questi giorni alcuni articoli sui fatti del 1917 e sulla loro interpretazione.

Questo articolo, La rivoluzione contro “Il Capitale”, scritto originariamente da Gramsci per il n. 697, 1° dicembre 1917, del «Grido del Popolo», era stato interamente soppresso dal censore. Dopo la pubblicazione in forma di editoriale nell’«Avanti!» del 24 dicembre 1917, esso verrà ristampato da Gramsci nel «Grido del Popolo», n. 702, 5 gennaio 1918 (a firma A. G.) con la seguente avvertenza: “La censura torinese ha una volta completamente imbiancato questo articolo nel «Grido». Lo riproduciamo ora dall’«Avanti!» passato al crivello delle censure di Milano e di Roma”.
Di questo articolo gramsciano parlò Togliatti nel corso della sua relazione, intitolata Gramsci e il leninismo, al primo Convegno di studi gramsciani svoltosi a Roma nei giorni 11-13 gennaio 1958. Gli atti del Convegno sono raccolti nel volume Studi gramsciani, Roma, Editori Riuniti, 1958 [seconda edizione 1973]. La citazione che segue è alle pp. 428-429 (Lelio La Porta)

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Togliatti, totus politicus

Di Lelio La Porta

In occasione del 60° anniversario della morte di Palmiro Togliatti, per ricordare il grande dirigente comunista scomparso a Jalta nel 1964, pubblichiamo in questi giorni alcuni scritti dedicati al suo pensiero e alla sua opera.

Il seguente articolo è di Lelio La Porta ed è stato pubblicato su “il manifesto” il 21 agosto scorso

Il 21 agosto ricorre il 60° anniversario della morte di Palmiro Togliatti avvenuta ad Artak vicino Yalta il 21 agosto del 1964. Ancora oggi i suoi discorsi alla Costituente possono indurre ad un momento di riflessione intorno al senso e al significato della nostra Costituzione, oggi in grande pericolo (P. Togliatti, Discorsi alla Costituente. Un’antologia, prefazione di E. Berlinguer, introduzione di A. Natta, a cura di L. La Porta, Editori Riuniti, Roma, 2021), così come gli eventi della vita del segretario comunista, dal 1944 alla morte, sono l’oggetto del volume di Corrado Morgia, in uscita per i tipi dell’editore Bordeaux di Roma, intitolato Togliatti, Una biografia (1944-1964). Togliatti nacque a Genova nel 1893 e nel 1911 partecipò al concorso, che vinse, bandito per gli studenti delle Provincie dell’ex Regno di Sardegna per l’assegnazione di una borsa di studio dell’Università di Torino; allo stesso concorso partecipò Antonio Gramsci e la loro amicizia iniziò allora e si consolidò attraverso scelte comuni: l’iscrizione al Partito socialista, la collaborazione al «Grido del popolo» e all’«Avanti!», la fondazione, con Tasca e Terracini, dell’«Ordine Nuovo», per il quale curò dapprima la rubrica «La battaglia delle idee», divenendone, al momento della fondazione del Pcd’I nel 1921 e della trasformazione del settimanale in quotidiano, il caporedattore.

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Presentazione libro “Enrico Berlinguer: il socialismo necessario”.

Il 18 luglio avrà luogo a Collarmele (AQ) la presentazione del libro “Enrico Berlinguer: il socialismo necessario” (Bordeaux edizioni). Lelio La Porta, che ha curato il volume insieme a Guido Liguori, ne parla in dialogo con Joel Valifuoco. Il libro raccoglie i materiali di un convegno organizzato da Futura Umanità e dedicato alla attualità del pensiero politico del Segretario del P.C.I.

Il delitto Matteotti

Di Lelio La Porta

Pubblichiamo l’articolo di Lelio La Porta, già apparso sul sito Parliamo di socialismo, riguardo al delitto Matteotti, del quale ricorre il centesimo anniversario. L’articolo in questione è reperibile al seguente link

Appena eletto deputato a seguito della tornata del 6 aprile del 1924 nella circoscrizione del Veneto con 1585 voti di preferenza (32.383 voti di lista), Gramsci, ancora a Vienna, scrisse alla moglie Giulia a Mosca una lettera dalla quale si evince il clima di intimidazione in cui si erano svolte le elezioni stesse, la denuncia del quale costerà la vita a Matteotti: “Pare che proprio questa volta il destino crudele abbia proprio voluto che io fossi deputato di … Venezia. Andrò quindi in Italia per qualche giorno, ma poi ritornerò ad uscirne per andare all’esecutivo allargato. Le elezioni sono andate molto bene per noi. Le notizie che il partito ha ricevuto dai vari posti sono ottime: abbiamo preso 304.000 voti ufficialmente, ma in realtà ne avevamo certamente presi di più del doppio e i fascisti hanno pensato di attribuirseli, cancellando con la gomma il segno comunista e tracciandone uno fascista. Quando penso a ciò che sono costati agli operai e ai contadini i voti datimi, quando penso che a Torino sotto il controllo dei bastoni 3000 operai hanno scritto il mio nome e nel Veneto altri 3000 in maggioranza contadini hanno fatto altrettanto, che parecchi sono stati bastonati a sangue per ciò, giudico che una volta tanto l’essere deputato ha un valore e un significato. Penso che però per fare il deputato rivoluzionario in una Camera dove 400 scimmie ubriache urleranno continuamente ci vorrebbe una voce e una resistenza superiori a quelle che io abbia. Ma cercherò di fare del mio meglio: sono stati eletti alcuni operai energici e robusti che io conosco bene e conto di poter svolgere un lavoro non del tutto inutile. Qualche fascista di mia conoscenza si torcerà più di una volta dalla rabbia. Ma di ciò parleremo a voce perché ci sarà tempo, dato che la Camera si aprirà solo il 24 maggio e alle prime riunioni io non potrò assistere perché sarò vicino a te per mostrarti la lingua, in attesa di mostrarla a … Mussolini”.

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Retorica e polemica nel Capitale di Marx

Di Lelio La Porta

In una nota dei Quaderni del carcere, dal sapore autobiografico non del tutto celato, ma avente come oggetto reale Marx, Gramsci indicava quali fossero gli accorgimenti per «studiare la nascita di una concezione del mondo che dal suo fondatore non è stata mai esposta sistematicamente» e fra tali accorgimenti il lavoro filologico accurato veniva collocato al primo posto. Perché, si chiedeva il marxista sardo, è necessaria tanta cura con gli scritti marxiani? Perché si tratta di un pensatore «piuttosto irruento, di carattere polemico» il cui intelletto si trova «in continua creazione e in perpetuo movimento». La specificità dei toni polemici dell’opera di Marx, in specie del Capitale, unita ad una ricerca attenta e puntuale delle figure retoriche più ricorrenti soprattutto nel primo libro dell’opus magnum costituiscono il contenuto del lavoro che Elisabetta Mengaldo consegna alle lettrici e ai lettori (Retorica e polemica nel Capitale di Marx, Quodlibet, Macerata, 2023, pp. 139, €.12,00).

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