Martedì 19 dicembre alle ore 15 presso l’IISS “Giorgio Ambrosoli”, sede di Via R. Trinchieri 49 a Roma (fermata Gardenie Metro C), si terrà un seminario su “Il Pci e la scuola”, giornata di studi e formazione politica promossa da Futura Umanità. Ingresso libero. Vi aspettiamo!
[Pubblichiamo uno scritto di Corrado Morgia in memoria di Marisa Rodano e un’intervista che lei stessa rilasciò allo stesso Morgia nel novembre 2021 e in seguito pubblicata sul numero 2/3 di Critica Marxista nel 2022.]
Ho conosciuto Marisa Rodano a metà degli anni Settanta, quando oltre ad essere consigliere provinciale a Roma, collaborava con Giuseppe Chiarante alla Consulta Nazionale della Scuola, organismo della direzione nazionale del Pci, al quale venivo invitato in quanto giovane insegnante e responsabile della commissione scuola della federazione romana del partito. Marisa era una compagna che incuteva un certo timore reverenziale, perché in molti conoscevamo, almeno in parte, la sua biografia, così densa di eventi, di impegni e di imprese, tanto da rappresentare un esempio perfetto di comunista italiana, esponente di quel “partito nuovo” che Togliatti aveva costruito a partire dal suo ritorno in Italia nel 1944. Marisa personificava quindi un modello, di serietà, di competenza, di militanza, di disciplina, di attaccamento al partito senza riserve, per cui si fa quello che il partito dice e si va dove il partito vuole. Naturalmente questo non significa che non si discutesse, viceversa si parlava tanto, a lungo e anche polemicamente, sia pure in modo disciplinato e rispettoso del centralismo democratico. Si dibatteva non solo sulle questioni di politica generale, ma anche su temi più settoriali, pure se importanti, come la politica universitaria e scolastica, di cui si occupavano altri autorevolissimi compagni, e compagne, tra cui ricordo Mario Alighiero Manacorda, Lucio Lombardo Radice, Alberto Alberti, Marino Raicich, Luciana Pecchiol, Bice Chiaromonte, Gabriele Giannantoni e Giovanni Berlinguer, tutte personalità forti, con un loro pensiero autonomo e che non sempre coincideva con la linea del partito, cosa che naturalmente suscitava dispute spesso elevatissime, in cui le riflessioni di Gramsci sulla scuola, e sulla cultura in genere, rappresentavano un punto di riferimento per tutti e tutte. Devo aggiungere che Chiarante, e la stessa Rodano, avevano una grande capacità di elaborazione e quindi di direzione e questo stimolava noi compagni di base a produrre analisi, a organizzare a nostra volta gli insegnati comunisti e a batterci per la “riforma della scuola”, forti di un bagaglio di idee, di proposte, di studi che fosse stato realizzato, anche solo limitatamente, avrebbe salvato la scuola italiana, attualmente alla deriva, sempre più nelle mani di ministri inadeguati, se non addirittura conservatori e reazionari, e quindi in condizioni deprimenti, malgrado il sacrificio personale, di tanti insegnanti, donne e uomini, che fanno ancora il loro lavoro con dedizione e sacrificio.
Mercoledì 6 dicembre alle ore 18, presso la libreria Ubik, via B. Croce n. 28 (Napoli), Francesco Barbagallo e Guido Sannino presentano il volume “Berlinguer: il socialismo necessario”, a cura Lelio La Porta e Guido Liguori (Bordeaux editore, 2023). Coordina Franco Broegg. Sarà presente la coautrice Michela Becchis.
Sabato 9 dicembre alle ore 17, presso BI-POP (Bilocale popolare), via Po n. 4 a Sferracavallo di Orvieto, Alexander Höbel, padre Scanavino, Carlo Felice Casula e Fabrizio Bracco, presieduti da Carlo Carpinelli e moderati da Giuseppe Greco, discuteranno sul volume di “E. Berlinguer: il socialismo necessario”, a cura L. La Porta e G. Liguori (Bordeaux editore, 2023).
Carlo Muscetta, in un poscritto di una lettera all’editore Einaudi, scriveva di aver potuto leggere da Mario Socrate una missiva di Lukács a Togliatti del 9 ottobre 1947, nella quale l’intellettuale ungherese gli chiedeva di interessarsi per la traduzione di una sua opera sulla filosofia moderna: «Ho scritto io stesso l’appunto per la risposta, dicendo che Einaudi è desideroso di pubblicare tutto di lui, è un compagno, ed è l’editore più adatto. Forse con questo colpo sono riuscito a parare la mossa di Mondadori, il cui fiduciario pare che sia Giacomino Debenedetti». Era in corso la disputa fra i due editori per accaparrarsi l’opera del filosofo ungherese la quale, alla fine, fu edita, inizialmente, dall’editore torinese che, attraverso Renato Solmi, incaricò Cesare Cases di prendere i contatti con Lukács per la pubblicazione degli scritti di estetica con il titolo Il marxismo e la critica letteraria. In merito a questo libro, alla traduzione e all’edizione, il germanista italiano invia una lettera al filosofo ungherese il 22 febbraio 1953 alla quale giunge risposta da Budapest l’11 marzo. Mentre la lettera di Cases è riassunta, per motivi determinati dai diritti d’autore, come sottolinea Antonino Infranca nell’Avvertenza al carteggio lukácsiano da lui curato e tradotto, intitolato Lettere agli italiani. Lettere a Cesare Cases, Alberto Carocci, Guido Aristarco, Aldo Zanardo, Elsa Morante (Milano, Edizioni Punto Rosso, 2022, pp. 134), la lettera di risposta di Lukács è riportata integralmente ed è la prima del carteggio.
Ancora tre presentazioni dell’Antologia di scritti di Enrico Berlinguer curata da Alexander Höbel, La pace al primo posto. Avranno luogo in Sardegna (Sassari, Iglesias, Cagliari) nei giorni 16, 17 e 18 novembre.