VERSO IL 21 GENNAIO (12)

Questo è l’ultimo articolo scritto da Gramsci prima dell’inizio del congresso di Livorno (il 15 gennaio)-, poi infatti  è a Livorno

A. Gramsci, Un monito, in “L’Ordine Nuovo”, 15 gennaio 1921

È caso od è fortuna quella che vuole che il Congresso del Partito socialista italiano si raduni a Livorno nel giorno anniversario del sacrificio di Carlo Liebknecht? Noi non crediamo né alle date fatali né alle fatidiche coincidenze della storia, e non crediamo nemmeno che lo spirito dei morti abbia potere di ritornare tra i vivi e di ispirarli. Ma se quelli di cui si commemora la fine sono i “nostri” morti, sono coloro che caddero con le armi levate nel fervore della lotta, e con lo spirito teso, nelle alternative disperate del combattimento, a resistere, ad attendere, a sperare – di questi morti anche noi sentiamo la vitalità eterna, sentiamo noi pure la permanenza dello spirito loro, animatore, tra di noi, per questi morti anche noi, quasi, ci sentiamo di ripetere le parole della fiduciosa superstizione cristiana: essi sono vivi ancora, e giudicano, e attendono. In realtà, siamo noi stessi che giudichiamo e attendiamo, ma vogliamo pensare l’azione e il giudizio nostro, in questi momenti supremi, come ispirati, quasi dettati da un insegnamento sorgente dalla vita di chi tanto più intensamente di noi ha operato per l’affermazione e la vittoria dei principi nostri.

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VERSO IL 21 GENNAIO (11)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Forza e prestigio, in “L’Ordine Nuovo”, 14 gennaio 1921

La relazione con la quale l’attuale Direzione del Partito Socialista Italiano presenta al Congresso di Livorno l’attività propria e di tutto il partito negli ultimi quindici mesi è degna, in realtà, nel suo arido schematismo burocratico, di quella che è stata in questi mesi la vita del partito e quasi sembra fatta apposta per concludere, senza variare di stile, un periodo che forse non sarà ricordato se non perché in esso è maturata nell’avanguardia rivoluzionaria del proletariato italiano la coscienza della necessità di spezzare l’unità formale e burocratica del Partito Socialista per raggiungere nel Partito Comunista una unità sostanziale di azione e di pensiero.

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Pubblicazioni in occasione del centesimo anniversario della fondazione del PCI

La nostra Associazione, in collaborazione con gli Editori Riuniti, ha deciso la realizzazione di una collana curata da Lelio La Porta e dedicata al centesimo anniversario della fondazione del PCI. Sono stati messi in cantiere i volumi di seguito indicati:

  1. P. Togliatti, Il Partito comunista italiano)
  2. Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, Essere comunisti. Il ruolo del Pci nella società italiana

In via di preparazione:

  • Un volume di saggi da “Critica marxista” sulla storia del Pci (per ora senza titolo e la cui pubblicazione è stata autorizzata da Tortorella)
  • Alcuni dei discorsi di Togliatti alla Costituente con Prefazione di Berlinguer e Introduzione di Natta.

E’ possibile acquistare i libri singolarmente al prezzo di copertina, rispettivamente Euro 10 (per Togliatti il PCI) ed euro19,50 (per Essere comunisti)

Nel caso di acquisto di entrambi i testi verrà praticato uno sconto del 15%  e pertanto l’ammontare complessivo sarà di euro 25 incluso spese spedizione.

I libri possono essere richiesti alla nostra associazione mail: 1futuraumanita@gmail.com   allegando copia del bonifico e specificando l’indirizzo a cui spedire i libri. La spedizione è gratuita.

Iban dell’Associazione: IT95Q0538705006000035185476


Il Partito comunista italiano è stato scritto da Palmiro Togliatti su richiesta della casa editrice «Nuova Accademia» che volle pubblicare una serie di saggi nella collana «Storia e funzione dei partiti politici in Italia» diretta da Raffaele Cantarella, pubblicato nel gennaio del 1958 e ripubblicato a più riprese dagli Editori Riuniti. Lo scritto si presenta con i caratteri di un’opera divulgativa, non necessariamente indirizzata a un pubblico di partito. Ma nonostante ciò o, forse, proprio per ciò ha un notevole impatto su chiunque ne affronti la lettura poiché fornisce un quadro efficacissimo della politica del Partito comunista italiano. Lo scritto di Togliatti avrebbe potuto avere come sottotitolo quello che il filosofo Nietzsche diede ad una delle sue opere (Così parlò Zarathustra): Un libro per tutti e per nessuno. Per tutti, ossia quelle migliaia di militanti che, diffondendo il giornale del Partito, organizzando le Feste dell’Unità, dando vita a discussioni molto più che animate nelle Sezioni, prestando servizio presso i seggi elettorali senza compenso alcuno, hanno fatto del Pci il più forte Partito comunista dell’Occidente. Per nessuno, ossia coloro che, avendo militato in questo Partito, hanno fatto tabula rasa di quell’esperienza e riescono anche a sostenere che comunisti non sono mai stati. Per tutti, questo libro vuole essere la certezza della memoria e di una storia che, nonostante le sue contraddizioni, ha segnato indelebilmente le loro vite e la storia d’Italia. Per nessuno, affinché ricordi cosa è stato e ricordi, in specie, che noi siamo le scelte che facciamo.
 
 

I testi proposti nella presente silloge vogliono essere, sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista storiografico, il tentativo di fissare i caratteri del progetto di trasformazione democratica della società italiana in direzione del socialismo da parte del Partito Comunista, attraverso alcuni significativi interventi dei suoi Segretari politici.

                        A. Gramsci, Cinque anni di vita del Partito (1926)

P. Togliatti, I compiti del partito nella situazione attuale (1944)

P. Togliatti, Rapporto al V Congresso (1946)

P. Togliatti, Rapporto all’VIII Congresso (1956)

L. Longo, Dal rapporto al XII Congresso (1969)

E. Berlinguer, Un partito comunista rinnovato e rafforzato per le esigenze nuove della società italiana (1970)

E. Berlinguer, Per un partito impegnato nella lotta e nel dibattito ideale e politico (1974)

           E. Berlinguer, Prospettiva di trasformazione e specificità comunista in Italia (1981)

E. Berlinguer, Relazione al XVI Congresso (1983)

E. Berlinguer, Orwell sbagliava, il computer apre nuove frontiere (1983)

…) punto di partenza centrale del patrimonio teorico e ideale di noi comunisti è questo: per migliorare l’uomo, per liberarlo effettivamente, perché egli possa affermare in modo pieno la sua dignità di persona, è necessario un processo generale di trasformazione della società e del potere, ossia un processo rivoluzionario che, avanzando anche gradualmente, non lasci più dietro di sé né sfruttati, né subalterni, né discriminati, né emarginati, né diseredati per principio o per destino (i “piccoli”, i “poveri”, i “deboli”). Enrico Berlinguer

VERSO IL 21 GENNAIO (10)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Il Congresso di Livorno, in “L’Ordine Nuovo”, 13 gennaio 1921

Il Congresso di Livorno è destinato a diventare uno degli avvenimenti storici più importanti della vita italiana contemporanea. A Livorno sarà finalmente accertato se la classe operaia italiana ha la capacità di esprimere dalle sue file un partito autonomo di classe, sarà finalmente accertato se le esperienze di quattro anni di guerra imperialista e di due anni di agonia delle forze produttive mondiali hanno valso a rendere consapevole la classe operaia italiana della sua missione storica.

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VERSO IL 21 GENNAIO (9)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Muli bendati, in “L’Ordine Nuovo”, 12 gennaio 1921

I giornali borghesi diffondono in milioni di esemplari la prefazione che Filippo Turati ha scritto per il libro del comm. Pozzani e di Gregorio Nofri: La Russia com’è. La prefazione è un monumento di ipocrisia democratica e di sfacelo morale. Filippo Turati si pone infatti nella situazione di uno che vuol “difendere” la classe operaia italiana dalla “congiura del silenzio”, dalla “diplomazia segreta”, dalle “disoneste parole di bugia” sulla Russia dei Soviet; e viene subito, spontanea, la domanda: – Perché questo amore di verità, perché questa onestà di parola Filippo Turati non ha messo al servizio della classe operaia italiana durante la guerra imperialista?

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VERSO IL 21 GENNAIO (8)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Fiume, in “L’Ordine Nuovo”, 11 gennaio 1921

Gli avvenimenti di Fiume non hanno dato luogo a nessuna discussione proficua nei giornali del Partito. Il compagno Serrati si è limitato, in seguito ad alcune pubblicazioni tendenziose dei giornali borghesi, a porre domande di carattere personale ai compagni Repossi e Bombacci: intenzione del Serrati era, evidentemente, non di promuovere una discussione generale sulla tattica che il Partito della classe operaia può e deve seguire in determinate circostanze, ma solo di promuovere uno scandaletto cosiddetto piccante, e di dare nuovo fieno agli scrittori dei giornaletti di provincia che, a scopo di congresso, avrebbero in questi ultimi giorni ruminato il nuovo motivo: d’annunziani, d’annunziani!

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