RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (1)

Enricoberlinguer

Berlinguer e i giovani
di
Lelio La Porta

Nei primi anni della sua militanza Berlinguer fu leader del movimento giovanile comunista (segretario nazionale del Fronte della gioventù dal 1946) fino all’elezione a segretario generale della Fgci (CC del marzo del 1949), carica che ricoprì fino al 1956. Contestualmente, assunse la presidenza della Federazione mondiale della gioventù democratica, organismo che raggruppava i movimenti giovanili di vari paesi. Nel 1951 organizzò il Festival mondiale della gioventù a Berlino est e mantenne l’incarico di presidenza fino al 1952. Si può proprio sostenere, senza tema alcuna di essere smentiti, che Berlinguer fece apprendistato di quel ruolo che lo avrebbe reso prestigiosissimo capo dei comunisti italiani guidando i giovani. Insomma, di giovani se ne intendeva; ovviamente, negli anni Cinquanta, soprattutto, il linguaggio usato era quello tipico del mondo diviso in blocchi contrapposti, con tutte le sue asprezze e, per essere sinceri fino in fondo, le sue chiusure. Infatti, gli stessi giovani chiamati alla lotta senza quartiere contro l’imperialismo erano il soggetto politico cui il segretario comunista si rivolgeva fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso quando, dalle colonne di “Rinascita”, ne individuava i problemi irrisolti elencandoli nel modo seguente: “…la nuova qualità della vita, l’occupazione, lo svago e lo sport, lo studio e la propria formazione di cittadino, l’amore, il sesso e la vita di coppia, la casa per le giovani coppie, la lotta contro la droga”. La disponibilità è diversa, in linea, è proprio il caso di dire, con tutte le novità nel frattempo intervenute nella politica dei comunisti italiani per merito dello stesso Berlinguer. La tematica dei nuovi soggetti si propone con forza all’attenzione dei comunisti e, com’è ovvio, fra questi nuovi soggetti sono i giovani ad occupare il primo posto. Si tratta dei giovani che, conosciuta nel 1971 l’insorgenza di una ribellione violenta che trova nell’Autonomia operaia la sua manifestazione più esplicita, si allontanano progressivamente dalle forme istituzionali della politica, dai partiti, continuando a partecipare, oppure manifestando una diffusa voglia di partecipazione, seppure in modi diversi da quelli abitualmente usati a sinistra, alle lotte per la pace, per la difesa dell’ambiente, contro la mafia e contro la camorra. Si propongono le nuove soggettività. Continua a leggere “RICORDANDO ENRICO BERLINGUER A 36 ANNI DALLA SCOMPARSA (1)”

2 giugno 2020 – L’anticomunismo e il declino della Repubblica

1.La festa della Repubblica, segnata quest’anno dai lutti e dagli sconvolgimenti del Coronavirus, ci impone una riflessione di fondo poiché la pandemia, nella quale crisi sanitaria e crisi economico-sociale si intrecciano e si condizionano a vicenda, ha portato allo scoperto la natura del capitalismo dominante con effetti disastrosi e imprevedibili. Per l’Italia la prova è ancora durissima. In gioco è il futuro degli italiani, delle donne e degli uomini di questo Paese nella loro individualità, delle classi e dei diversi gruppi sociali, della stessa nazione come Repubblica democratica «una e indivisibile».
Come se ne esce? Con il ritorno alla “normalità” di un sistema che non è stato in grado di assicurare la salute e il lavoro, la tenuta complessiva dell’economia accrescendo a dismisura le disuguaglianze tra ricchezza e povertà? Con una “normalizzazione” autoritaria e repressiva? O aprendo la strada a un cambiamento radicale negli assetti economici e socio-politici, in presenza di una rivoluzione scientifica e tecnica che trasforma in continuazione il lavoro quindi anche la vita? Continua a leggere “2 giugno 2020 – L’anticomunismo e il declino della Repubblica”

La replica di Pablo Iglesias, leader di Unidos Podemos, a una deputata di Vox nella recente riunione del Parlamento spagnolo.

Oltre a criticare la destra per il suo comportamento contrario all’interesse collettivo del Paese, Iglesias rivendica il ruolo dei comunisti all’interno di Unidos Podemos e nella storia spagnola degli ultimi cento anni, sottolineando il loro contributo alla liberazione dal franchismo e al costituzionalismo sociale iberico, che assume come modello quello italiano del 1948

 

Viva il Primo Maggio!

di Paolo Ciofi

Mai come in quest’anno devastato dal Coronavirus è emersa la centralità del lavoro. Sia nella salvaguardia e nella riproduzione della nostra vita, sia nell’imprescindibile – e rispettoso – rapporto con la natura che ci circonda. A maggior ragione, perciò, non possiamo non rendere onore a tutte e a tutti coloro che lavorano, e che nell’emergenza debbono essere messi in condizioni di sicurezza, con la garanzia dell’occupazione e di retribuzioni adeguate.
I medici e il personale sanitario prima di tutto, ma anche i lavoratori delle campagne e delle città, i braccianti, gli operai e i tecnici nelle fabbriche, gli operatori della logistica e della distribuzione, gli impiegati negli uffici privati e pubblici, nelle scuole, in ogni luogo di lavoro, di studio e di ricerca. Come pure tutti coloro i quali lavorando nell’isolamento a distanza non mancano di cooperare a risollevare il Paese.
È una urgenza tanto più incalzante dal momento che la classe lavoratrice, tutte le persone che per vivere devono lavorare, sono state divise, rese precarie, private del lavoro stabile e di diritti fondamentali con l’effetto di indebolire il Paese. Esponendolo a una drammatica emergenza sanitaria che si accompagna a disuguaglianze insostenibili sul piano sociale e democratico. Continua a leggere “Viva il Primo Maggio!”

La IGS Italia ricorda l’83° anniversario della morte di Antonio Gramsci.

Gramsci

Care, cari,
a differenza di quanto siamo soliti fare ogni 27 aprile, quest’anno la IGS Italia non potrà essere fisicamente al Cimitero di Testaccio presso la tomba di Gramsci nell’anniversario della sua morte.
Abbiamo fatto questo breve video per ricordare comunque questa giornata e soprattutto “il nostro Gramsci”.
A presto, speriamo.

Guido Liguori