TRATTATIVA, PACE, DISARMO

di Sergio Gentili

Il presidente ucraino Zelensky continua a chiedere alla Nato di chiudere il cielo dell’Ucraina per fermare i bombardamenti russi.

Dice all’Occidente: “Almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, sarà anche responsabilità della politica mondiale, dei leader occidentali”.

Questa, però, è una richiesta inaccettabile perché sarebbe l’anticamera della guerra nucleare mondiale.

Saggiamente Usa e Europa sono contrari a questa disperata e pericolosa proposta di un presidente provato, proposta che potrebbe addirittura ridurre la solidarietà verso la resistenza ucraina, cosa che non deve avvenire.

Domandiamoci: la proposta di Zelensky nasce da una perdita di lucidità, assai probabile considerate le sofferenze, le privazioni, l’esodo e i drammi umani che stanno vivendo le donne, i bambini e gli uomini ucraini oppure c’è una volontà di estendere il conflitto a tutta l’Europa con la speranza di sconfiggere militarmente Putin?

Ora le manifestazioni e la solidarietà che si stanno avendo in tanti paesi hanno delle parole d’ordine precise: no alla guerra, no all’invasione, difesa dell’indipendenza dell’Ucraina, subito una tregua, mettere in salvo i civili con corridoi umanitari veri, solidarietà attiva e accoglienza verso i profughi.

Quindi, le grandi manifestazioni popolari chiedono la trattativa, l’accordo possibile, una mediazione dell’ONU, iniziative di distensione e non l’invio di armi, non l’aumento della forza d’occupazione russa.

Papa Francesco ha detto in un “accorato appello” dopo l’Angelus di ieri (6 marzo):

“Cresce di ora in ora la necessità di aiuti umanitari e rivolgo il mio accorato appello affinché vengano aperti corridoi umanitari… Si fermi la guerra e si torni a rispettare il diritto internazionale … La Santa Sede è disposta a fare del tutto, a mettersi in servizio per questa pace.”

Leggo questo sacrosanto appello come la richiesta di tornare ad iniziative di pace cioè alla trattativa in cui abbiano un ruolo di mediazione, oltre alle istituzioni internazionali cominciando dall’ONU, anche le autorità religiose. Benissimo.

Che ci sia stata, e ancora c’è, una responsabilità dei leader mondiali per non aver trovato per tempo una via di mediazione tra le esigenze di sicurezza di Mosca (no all’Ucraina nella NATO) e l’indipendenza nazionale di Kiev, appare drammaticamente evidente.

Gli USA, l’UE, Putin e Zelensky riflettano e traggano insegnamento dagli errori passati, di sordità e di prevaricazione, per non commetterne di nuovi che sarebbero ancora più drammatici per tutti.

NO ALLA GUERRA

ADDIO AD ATTILIO GENTILI

di Aldo Pirone

Attilio ha vissuto una lunga vita, fra pochi mesi avrebbe compiuto cento anni. L’ho conosciuto alla sezione del Pci di Cinecittà negli anni ’60 del secolo scorso. Allora, sebbene lui fosse un assiduo militante, si andava a casa dei compagni a rinnovare la tessera di iscrizione al partito. Andare a casa di Attilio era una festa perché di tessere se ne facevano tante: al Pci e alla Fgci. Oltre a lui e a sua moglie, la cara Franca, a Roberto, a Paola, a Sergio e poi, quando crebbe diventando adolescente, a Anna. Era quella dei Gentili una famiglia di comunisti come ce n’erano tante in quei tempi. 

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ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA

Negli ultimi mesi i segnali di un inquietante intensificarsi dell’attività di organizzazioni e gruppi neofascisti sono andati moltiplicandosi in modo sempre più preoccupante, dall’assalto squadrista alla sede della Cgil al susseguirsi di aggressioni di stampo fascista, fino al funerale con bandiera nazista svoltosi il 7 gennaio a Roma. Di fronte a questi segnali gravi e inquietanti, “Futura Umanità. Associazione per la storia e la memoria del Pci” condivide l’allarme di tutto lo schieramento antifascista e la necessità di una risposta democratica di massa. In tale quadro, l’associazione aderisce alla manifestazione indetta dall’ANPI che si svolgerà a Roma il giorno 5 febbraio 2022