Enrico Berlinguer: servono ancora le sue idee per capire e trasformare il nostro difficile presente?

Sabato 9 dicembre alle ore 17, presso BI-POP (Bilocale popolare), via Po n. 4 a Sferracavallo di Orvieto, Alexander Höbel, padre Scanavino, Carlo Felice Casula e Fabrizio Bracco, presieduti da Carlo Carpinelli e moderati da Giuseppe Greco, discuteranno sul volume di “E. Berlinguer: il socialismo necessario”, a cura L. La Porta e G. Liguori (Bordeaux editore, 2023).

Lukács e l’Italia

di Lelio La Porta

Carlo Muscetta, in un poscritto di una lettera all’editore Einaudi, scriveva di aver potuto leggere da Mario Socrate una missiva di Lukács a Togliatti del 9 ottobre 1947, nella quale l’intellettuale ungherese gli chiedeva di interessarsi per la traduzione di una sua opera sulla filosofia moderna: «Ho scritto io stesso l’appunto per la risposta, dicendo che Einaudi è desideroso di pubblicare tutto di lui, è un compagno, ed è l’editore più adatto. For­se con questo colpo sono riuscito a parare la mossa di Mondadori, il cui fiduciario pare che sia Giacomino Debenedetti». Era in corso la disputa fra i due editori per accaparrarsi l’opera del filosofo ungherese la quale, alla fine, fu edita, inizialmente, dall’editore torinese che, attraverso Renato Solmi, incaricò Cesare Cases di prendere i contatti con Lukács per la pubblicazione degli scritti di estetica con il titolo Il marxismo e la critica letteraria. In merito a questo libro, alla traduzione e all’edizione, il germanista italiano invia una lettera al filosofo ungherese il 22 febbraio 1953 alla quale giunge risposta da Budapest l’11 marzo. Mentre la lettera di Cases è riassunta, per motivi determinati dai diritti d’autore, come sottolinea Antonino Infranca nell’Avvertenza al carteggio lukácsiano da lui curato e tradotto, intitolato Lettere agli italiani. Lettere a Cesare Cases, Alberto Carocci, Guido Aristarco, Aldo Zanardo, Elsa Morante (Milano, Edizioni Punto Rosso, 2022, pp. 134), la lettera di risposta di Lukács è riportata integralmente ed è la prima del carteggio.

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Gramsci e la guerra

di Lelio La Porta

Il giovane studente universitario Antonio Gramsci mostrò a partire dal 1914 il suo interesse per la guerra e, almeno inizialmente, tale interesse si collocò all’interno dello scontro che, nel Psi, contrappose interventisti e neutralisti anticipando il dibattito che avrebbe preso corpo nel Paese di lì a poco. Il 18 ottobre Mussolini sull’«Avanti!» pubblica l’articolo Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante al quale il 24 ottobre risponde Tasca con l’articolo Il mito della guerra. Il 31 ottobre Gramsci pubblica Neutralità attiva ed operante. Il 24 novembre Mussolini sarà espulso dal Psi e per Gramsci avrà inizio, in conseguenza delle sue posizioni sulla guerra, un periodo di isolamento politico che di fatto terminerà nell’autunno del 1915 quando entrerà nella redazione torinese dell’«Avanti!», dove rimarrà fino al 31 dicembre del 1920, e inizierà la collaborazione con «Il Grido del Popolo».

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Sono trascorsi ottant’anni!

di Lelio La Porta

Sono trascorsi ottant’anni dal 1943. Non si può ritenere di vivere in un eterno presente come
se quel passato, così tragico per il nostro paese, dovesse essere messo in soffitta. Cogliere nella
Resistenza di Napoli e del Sud, dopo Porta San Paolo a Roma, il punto di avvio del movimento
che portò alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo significa legare quel momento alla
vicenda che lo precedette e di cui fu la naturale, spontanea, popolare conseguenza.

Gramsci a Vienna e il partito

Di Lelio La Porta

Lo scritto che segue vuole proporre un’analisi del percorso di formazione del gruppo dirigente del partito comunista nel periodo 1923-1924 attraverso una ricostruzione che si avvale di diversi documenti, soprattutto lettere, per capire come Gramsci, operando da Vienna, costruì intorno a sé il nucleo di dirigenti che guidò il Pcd’I.

L’autore si è avvalso di parti, da lui stesso tradotte, di un volume appena pubblicato in francese (Romain Descendre e Jean-Claude Zancarini, L’oeuvre-vie d’Antonio Gramsci, Éditions La Découverte, Paris, 2023; si tratta di due studiosi di Gramsci), integrate da riflessioni personali intorno al “pensiero vivente” (possibile traduzione del titolo del volume) che proietta sul nostro presente lo sforzo di ricerca dell’unità della sinistra compiuto da Gramsci in quegli anni di ferro e di fuoco.

L’idea di questo scritto è nata dalla tessera 2023 della nostra Associazione in cui compare la copertina di una delle edizioni del volume togliattiano intorno alla formazione del gruppo dirigente comunista nel 1923-1924.

Mi auguro che il tedio non assalirà quante fra le nostre compagne e quanti fra i nostri compagni vorranno affrontare la lettura dello scritto, necessariamente ponderoso, visto l’argomento, credendo, in quanto autore, di essere stato ponderato.

La pace al primo posto

Martedì 13 giugno, alle ore 17:30, presso la sede dell’associazione culturale “Enrico Berlinguer”, sarà presentato il libro di Enrico Berlinguer “La pace al primo posto. Scritti e discorsi di politica internazionale (1972-1984)”, a cura di Alexander Höbel.


Oltre al curatore, interverranno Giorgio Inglese, Lelio La Porta e Claudio Siena.