VERSO IL 21 GENNAIO (8)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Fiume, in “L’Ordine Nuovo”, 11 gennaio 1921

Gli avvenimenti di Fiume non hanno dato luogo a nessuna discussione proficua nei giornali del Partito. Il compagno Serrati si è limitato, in seguito ad alcune pubblicazioni tendenziose dei giornali borghesi, a porre domande di carattere personale ai compagni Repossi e Bombacci: intenzione del Serrati era, evidentemente, non di promuovere una discussione generale sulla tattica che il Partito della classe operaia può e deve seguire in determinate circostanze, ma solo di promuovere uno scandaletto cosiddetto piccante, e di dare nuovo fieno agli scrittori dei giornaletti di provincia che, a scopo di congresso, avrebbero in questi ultimi giorni ruminato il nuovo motivo: d’annunziani, d’annunziani!

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VERSO IL 21 GENNAIO (7)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

A. Gramsci, Russia e Internazionale, in “L’Ordine Nuovo”, 9 gennaio 1921.

La Russia dei Soviet si è conquistata, ed ogni giorno più si conquista le simpatie della classe operaia del mondo intero. Il fatto è naturale. La Rivoluzione proletaria russa divide il mondo intero in due campi: da una parte coloro che sono per essa, che sono per il suo sviluppo e per la sua vittoria nel mondo intero; dall’altra coloro che le sono contrari e che vogliono che essa sia soffocata nel sangue del popolo rivoluzionario russo, vedendo in ciò lo schiacciamento della rivoluzione mondiale universale. Da una parte si trovano la classe operaia e le classi semi-proletarie, cioè dei piccoli contadini, di tutti i paesi, dall’altra parte stanno i capitalisti, i banchieri, i grandi proprietari fondiari, gli speculatori di tutto il mondo.

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VERSO IL 21 GENNAIO (6)

Gramsci, Il proletariato inglese, in “L’Ordine Nuovo”, 7 gennaio 1921.

Ancora una volta il proletariato d’Inghilterra attira su di sé l’attenzione generale dopo un secolo di tentativi e di lotte.

Incominciò con Roberto Owen e con le sue cooperative concepite come mezzo a finalità comunistiche, passò attraverso il chartismo, primo e vero tentativo di conquista del potere politico da parte dei lavoratori facendo uso di tutti i mezzi, dall’azione parlamentare, all’azione diretta, per finire da una parte nel trade-unionismo pacifico e antirivoluzionario, tanto caro ai nostri economisti borghesi, e dall’altra in un partito operaio, puramente parlamentare e ripudiante la lotta di classe. In un secolo di sviluppo tutte le forme dell’azione di classe si può dire abbiano trovato in Inghilterra terreno propizio, onde il movimento proletario inglese presenta tale complessità e tale molteplicità di indirizzi che non riesce possibile la riduzione ad una linea diritta e uniforme, e impossibile riesce pure un giudizio univoco.

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VERSO IL 21 GENNAIO (5)

A cura di Guido Liguori, a partire dal 1 gennaio, pubblichiamo sul nostro sito ogni giorno, un articolo di Gramsci apparso sull’Ordine Nuovo più o meno negli stessi giorni di 100 anni fa.

Gramsci, Marinetti rivoluzionario?, in “L’Ordine Nuovo”, 5 gennaio 1921

È avvenuto questo fatto inaudito, enorme, colossale, la cui divulgazione minaccia di annientare del tutto il prestigio e il credito dell’Internazionale comunista: a Mosca, durante il Secondo Congresso, il compagno Lunaciarsky ha detto, in un discorso ai delegati italiani (– discorso, si badi, pronunciato in italiano, anzi in un italiano correttissimo, cosa per cui ogni sospetto di dubbia interpretazione deve essere a priori scartato –) che in Italia esiste un intellettuale rivoluzionario e che egli è Filippo Tommaso Marinetti. I filistei del movimento operaio sono oltremodo scandalizzati; è certo ormai che alle ingiurie di: “Bergsoniani, volontaristi, pragmatisti, spiritualisti”, si aggiungerà l’ingiuria più sanguinosa di “futuristi! Marinettiani”! Poiché una tale sorte ci attende, vediamo di elevarci fino all’autocoscienza di questa nuova nostra posizione intellettuale

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VERSO IL 21 GENNAIO (4)

A. Gramsci, Il congresso di Tours, in “L’Ordine Nuovo”, 4 gennaio 1921.

Non si può comprendere il significato e la portata del Congresso di Tours se la lotta delle tendenze nel Partito socialista non viene collocata nel quadro generale del movimento operaio e contadino di Francia. Il Congresso di Tours è strettamente legato allo sciopero del 1 maggio scorso: i suoi risultati sono un indice della disposizione delle masse popolari verso gli organismi dirigenti del movimento sindacale, che in occasione dello sciopero e nei riguardi delle sue immediate conseguenze, si atteggiarono nei modi e nelle forme che sono note

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VERSO IL 21 GENNAIO (3)

A. Gramsci, Bergsoniano!, in “L’Ordine Nuovo”, 2 gennaio 1921.

Decisamente, la filosofia nelle file del Partito Socialista Italiano, e nella mente dei suoi teorici e dei suoi leaders, è destinata a non aver mai fortuna. C’è stato una volta un periodo di esaltazione, un periodo in cui la fede politica e la fede sociale sembrava dovessero di necessità accordarsi con una determinata fede scientifica. Erano i giorni avventurati in cui dell’una e dell’altra fede erano sacerdoti Cesare Lombroso ed i suoi ripetitori, in cui Enrico Ferri era un grande filosofo e grande capo rivoluzionario. Ahimè! il socialismo italiano, che per le grandi masse era allora spontaneo moto di riscossa e di risveglio, movimento di liberazione iniziato in forme incomposte, senza troppa chiara coscienza di sé, tumultuoso, ma pieno di calore e pieno di ogni possibilità di sviluppo, e pieno soprattutto di fecondo spirito di iniziativa e di tenace volontà di azione, il socialismo italiano, nella mente dei suoi teorici, nella mente dei capi e degli ispiratori, aveva la triste sorte di essere avvicinato al più arido, secco, sterile, sconsolatamente sterile, pensiero del secolo XIX, al positivismo

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