
“Se vuoi la pace, prepara la guerra”, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.
Enrico Berlinguer

“Se vuoi la pace, prepara la guerra”, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.
Enrico Berlinguer
Di Guido Liguori
Se si pensa al tema “Gramsci interprete del fascismo”, il primo pensiero va probabilmente agli articoli gramsciani dei primi anni Venti, giustamente famosi. Quando, a partire dal 1921, il fascismo diventa un fenomeno di rilievo – scatenando in Italia (con i soldi di agrari e industriali e con la protezione e l’aiuto della polizia e dell’esercito) una guerra civile contro i lavoratori e le loro associazioni sindacali e politiche – il giovane dirigente del Partito comunista d’Italia dedica al fascismo analisi in presa diretta che colpiscono per acutezza. Egli non è sul ponte di comando del neonato partito comunista né concorda su come esso sia nato e su come Bordiga lo dirige: Gramsci è a Torino, dove dirige invece uno dei tre giornali del Pcd’I, «L’Odine Nuovo», divenuto quotidiano dal 1° gennaio 1921.In qualità di acuto osservatore della vicenda politica italiana, oltre che come dirigente comunista, Gramsci si applica alla lettura del nuovo fenomeno rappresentato dal fascismo e dallo squadrismo.
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Di Lelio La Porta
Tre devono essere considerati i filoni di interpretazione del fascismo: quello intellettuale, quello sociale e quello etico1.
L’ antifascismo intellettuale si basa sulla teoria crociana della parentesi, ossia del fascismo inteso come malattia morale che, in virtù dei processi di crescita della Zivilisation, soppianta e supera la Kultur europea. Possono essere considerati come autori e testi di riferimento Ortega y Gasset (La ribellione delle masse, 1930), Meinecke (L’idea di ragion di stato nella storia moderna, 1924), Huizinga (Le ombre del domani, 1935).
Sulle circostanze che condussero Croce all’antifascismo va fatta qualche considerazione. Intervistato da Francesco Dall’Erba il 27 ottobre del 1923 per il «Giornale d’Italia», quindi a distanza di un anno dalla marcia su Roma, Croce, temendo il pericolo di un «ritorno all’anarchia del ‘22», continuava: «Nessuno che abbia senno augura un cangiamento». E proseguiva sostenendo che tra la sua «fede liberale e l’accettazione e giustificazione del fascismo» non c’era contraddizione alcuna. Il 1° febbraio del 1924, intervistato dal «Corriere Italiano», ancora riteneva «così gran beneficio la cura a cui il fascismo aveva sottoposto l’Italia, che si dava pensiero piuttosto che la convalescente non si levasse presto di letto, a rischio di qualche grave ricaduta». Il 24 giugno del 1924, due settimane dopo il sequestro di Matteotti, il Senato fu chiamato a votare la fiducia al governo Mussolini: Croce, con Gentile, fu tra i 225 che votarono la fiducia. Pochi giorni dopo, per la precisione il 9 luglio, intervistato dal «Giornale d’Italia», il filosofo affermava:
Continua a leggere “Le tre linee di tendenza dell’antifascismo italiano”
Sarà in libreria tra pochi giorni il libro di Enrico Berlinguer che raccoglie molti suoi interventi dedicati alla politica internazionale e soprattutto al tema, oggi così attuale e drammatico, della pace e della lotta per la pace, a cura e con introduzione di Alexander Höbel.


Il compagno Paolo Ciofi, fondatore e presidente onorario della nostra associazione, ci ha lasciato poche ore fa. È un grande dolore per tutti noi di Futura Umanità, così come per tutti coloro i quali hanno potuto incrociare e conoscere nel corso degli anni la sua acuta intelligenza, la sua intensa e instancabile passione politica, il suo rigore, la sua ironia.
Paolo Ciofi ha dedicato tutta la sua vita di militante e dirigente comunista all’impegno politico e culturale per un mondo diverso, per quel nuovo socialismo che è stato al centro della sua riflessione, nell’ambito della migliore tradizione del comunismo italiano.
Di famiglia comunista, Paolo era nato a Roma il 18 novembre 1935. Aveva iniziato la sua militanza politica da studente, poi il Pci lo aveva mandato a studiare all’Università di Mosca. Lì aveva imparato il russo ed era venuto a contatto col mondo del comunismo internazionale. Nel 1957 aveva lavorato come traduttore simultaneo nel corso della Conferenza mondiale dei partiti comunisti.
Rientrato in Italia, diventa un “rivoluzionario di professione”, un quadro del Partito. Nel 1966, all’indomani dell’XI Congresso del Pci, Enrico Berlinguer, nuovo segretario regionale nel Lazio, lo propone come segretario della federazione provinciale di Latina. Lì Paolo “si fa le ossa” come dirigente politico, portando avanti tra l’altro la lotta per l’abolizione delle “gabbie salariali.
Nel 1969 Ciofi entra nel Comitato centrale; l’anno seguente, subentra a Berlinguer come segretario del Partito nel Lazio, e al contempo è eletto nel Consiglio regionale. Nel 1975 diventa vicepresidente del Consiglio regionale; due anni dopo, segretario della federazione romana del Partito. Nel 1983 è eletto alla Camera dei deputati, e negli stessi anni è anche coordinatore del Dipartimento economico del Pci.
Nel 1989, di fronte alla svolta della Bolognina annunciata da Occhetto, Ciofi si schiera col fronte del No, aderendo poi all’Associazione per il rinnovamento della sinistra guidata da Aldo Tortorella.
A partire dagli anni ’90, Paolo si è dedicato a una intensa attività pubblicistica e di ricerca, pubblicando libri importanti, da Il lavoro senza rappresentanza. La privatizzazione della politica (manifestolibri, 2004) a La bancarotta del capitale e la nuova società (Editori Riuniti university press, 2012), da Costituzione e rivoluzione (Editori Riuniti, 2017) e La rivoluzione del nostro tempo. Manifesto per un nuovo socialismo (Editori Riuniti, 2018).
Strenuo difensore del grande patrimonio ideale del Pci, fu sua l’idea costituire “Futura Umanità. Associazione per la storia e la memoria del Pci”, e negli anni di vita della nostra associazione tutti noi abbiamo avuto modo di imparare moltissimo da lui – nei contenuti, nei metodi, nello stile di lavoro – e anche di conoscerne e apprezzarne gli aspetti umani, la verve, l’ironia.
Lo ricorderemo sempre con enorme affetto e riconoscenza, per quello che è stata la sua vita, per il suo instancabile impegno, per quello che ha dato a tutti noi. Da oggi ci sentiamo ancora più impegnati a portare avanti i suoi ideali e i suoi insegnamenti.
Alla campagna Cicci Salinari, la compagna di vita e di militanza di Paolo, e a loro figli vadano le commosse condoglianze e un forte abbraccio da parte di tutti noi.
Futura Umanità. Associazione per la storia e la memoria del Pci
di Sergio Gentili
a visita del premier cinese XI a Mosca, per imbastire un negoziato di pace per la guerra in Ucraina, è una novità rilevante.
Per la prima volta, la Cina si propone come mediatore credibile, ed agisce come tale, per trovare spazi e contenuti per porre fine al sanguinoso e distruttivo conflitto armato tra ucraini e russi.
Che ci sia nello scenario internazionale una grande potenza che si propone di trovare una via di trattativa per interrompere la guerra è un bene per tutti
Continua a leggere “LA PROPOSTA CINESE : UN’OCCASIONE DA NON PERDERE”